«Abbandono l’Italia». Il leader dei “forconi” va a vivere a Tenerife

Angelo Spano, ex sottufficiale della Finanza denuncia: «Qui da noi nessuno fa niente per cambiare le cose»

ARCELLA. Angelo Spano, il leader dei “forconi” padovani ha deciso di lasciare, definitivamente, l’Italia per vivere a Tenerife, l’isola delle Canarie, che fa parte della Spagna. Spano, ex finanziere e residente all’Arcella, con la moglie e due figli in età scolare, ha già aperto laggiù un’attività artigianale e, per il momento, va avanti e indietro in attesa della fine dell’anno scolastico, quando si trasferirà a Tenerife con tutta la famiglia. L’ex sottufficiale delle Fiamme Gialle, che ha prestato servizio, quasi sempre, a Venezia, sino a due anni fa ha guidato le mobilitazioni dei “forconi” sia all’Arcella sia negli altri quartieri della città. Ad esempio alla Stanga, dove ha tenuto anche alcuni comizi davanti all’hotel Biri e anche in centro storico, dove tutti ricordano la marcia con i suoi fedelissimi sino in piazza Garibaldi, quando, differentemente da tutti gli altri “forconi” in rivolta nel Veneto, non esitò a cantare, a squarciagola l’inno di Mameli.

All’Arcella, poi, è stato il promotore, in piazza Azzurri d’Italia, davanti al palazzetto dell’ex Coni, del presidio delle croci, dedicato agli imprenditori che si sono tolti la vita, negli ultimi anni, per motivi economici. I motivi della scelta di Angelo Spano sono scritti, in modo chiaro, anche sul suo profilo Facebook. «Non posso vivere in un Paese in cui nessuno fa più niente per cambiare le cose» sottolinea il leader dei “forconi”. «Ho due figli, entrambi alla scuola dell’obbligo. Sia per il sottoscritto sia per loro il futuro è incerto. A Tenerife, dove, tra l’altro, non fa mai freddo, ho già messo su una piccola azienda per restaurare le abitazioni e anche i mobili. Quello è un vero paradiso fiscale. Le tasse sono molto più basse e la disoccupazione, praticamente, non esiste. La sicurezza, poi, non è un optional come, purtroppo, succede da noi ed in particolare all’Arcella dove, ormai ci sono immigrati regolari in quasi tutti i condomini e i nuovi profughi, in arrivo dall’Africa, aumentano di giorno in giorno. Addio Italia, addio Padova».

 

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