«Profughi ospitati nelle sedi sindacali»

Roberta Turi ieri all’assemblea Fiom: «Pronti ad azioni diversificate». Landini: «I soldi circolano liberamente, perché non le persone?»

PADOVA. Fiom e Cgil in campo nell’emergenza profughi. Con diverse azioni, «fino ad aprire le sedi sindacali per l’accoglienza», come ha spiegato Roberta Turi, della segreteria nazionale dei metalmeccanici. La Fiom infatti ha scelto Padova per la sua assemblea nazionale dedicata al tema dell’integrazione. E ha portato in città il presidente della Camera Laura Boldrini per una riflessione a largo raggio su un fenomeno storico epocale.

«Trovo singolare un mondo in cui i soldi possono girare senza passaporto dove gli pare, mentre il problema di tutti pare essere quello di bloccare le persone», è il ragionamento del segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini. Insomma, dopo la Diocesi, anche una parte del sindacato si schiera a favore di una politica dell’accoglienza che «superi paure e la guerra tra poveri», in aperta opposizione alla “guerra” del primo cittadino Massimo Bitonci sui «profughi-clandestini».

«Come possono illudersi che una marea umana possa essere bloccata erigendo muri? – chiede Roberta Turi – Quando si scappa dalla guerra o dalla povertà si è disposti a rischiare anche la vita per un futuro migliore. E dovremmo capirlo bene noi italiani, che siamo stati emigrati e ancora emigriamo».

Un dato su tutti, tra i tanti diffusi ieri nell’incontro al Papa Luciani: nel 2014 sono stati più gli italiani emigrati all’estero rispetto agli stranieri che hanno deciso di fermarsi nel nostro paese. «Noi siamo qui per dire che è importante l'accoglienza e affermare i diritti delle persone. Le persone devono avere la possibilità di realizzarsi nel lavoro che fanno – ha spiegato poi Landini – Il ruolo del sindacato sull'integrazione è fondamentale. Il sindacato è nato per unire e mettere assieme tutte le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare e per impedire che ci sia una competizione tra loro».

Ed è nel mondo del lavoro che per prima cosa il sindacato ha deciso di impegnarsi per l’accoglienza. Dall’assistenza ai servizi, a una guida pratica (presentata ieri in anteprima) rivolta a tutti i delegati sindacali con tutte le informazioni necessaria a capire e affrontare il problema.

«I lavoratori migranti sono ormai il 20% degli iscritti ai sindacati e non solo pagano più tasse di tanti italiani, ma attraverso i loro contributi si pagano le pensioni di quelli che ci sono oggi, e loro quei contributi non li vedranno mai», ha chiarito il segretario nazionale della Fiom.

Oltre all’emergenza profughi, ci sono altre due questioni messe sul tavolo dalla Fiom. Da una parte la recente legge sullo ius soli, dall’altra l’eliminazione del reato di clandestinità. «È giusto riconoscere la cittadinanza ai bambini che nascono in Italia. Quello che non si capisce è perché il disegno di legge appena approvato in prima lettura alla Camera faccia una distinzione per censo, in base al possesso del permesso di soggiorno dei genitori che è legato al reddito», ha sottolineato Roberta Turi.

«La Bossi-Fini non è stata ancora cancellata – ha poi denunciato Alioune Badara Diop, delegato senegalese – E la tassa sul permesso di soggiorno è lievitata fino a 200 euro. È scandaloso lucrare sugli immigrati».

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