Predoni in azione presi a calci dal padrone di casa

PADOVA. Sulle scale del condominio in cerca della porta giusta da scassinare o in giardino, davanti alla portafinestra, in procinto di forzare la serratura. Così domenica sera in via Urbino e in via Isonzo due ladri sono stati colti con le mani nel sacco. In nessuno dei due casi i malviventi sono riusciti a mettere a segno il colpo: scoperti dai residenti sono comunque riusciti a farla franca. E in via Isonzo uno dei due si è preso un calcione sul sedere da parte del proprietario di casa. E in mezzo hanno colpito anche in via Loreto.

Le incursioni sono avvenute entrambe verso sera, alle 19 in via Isonzo e alle 19.40 in via Urbino, alla Sacra Famiglia. Nel primo caso ad accorgersi dei ladri che stavano per forzare la portafinestra del giardino è stato il proprietario di casa, Andrea Simionato: «Avevo parcheggiato l’auto e stavo rincasando con mia moglie e mio figlio di un anno, che per fortuna erano rimasti più indietro», racconta il residente. «Già dall’esterno avevo visto che c’erano due persone davanti alla mia porta. Mi sono avvicinato e ho gridato “Ehi!”. Questi si sono girati, mi hanno visto, hanno scambiato due parole tra loro, con una cadenza dell’est europa, e poi hanno iniziato a correre verso l’uscita del giardino». Andrea Simionato quando si è visto passare di fianco uno dei due predoni in fuga non ha resistito e gli ha tirato un bel calcio sul sedere. «Ho anche cercato di seguirli ma sono scappati verso una casa disabitata e poi verso l’argine. Con la nebbia poi non si vedeva niente». Non è la prima volta che i predoni visitano le abitazioni di via Isonzo, dall’altra parte dell’argine.

Lo stesso è avvenuto 40 minuti più tardi in un condominio di via Urbino. Qui i ladri hanno scavalcato il cancello e scassinato il portoncino dello stabile, poi sono stati trovati da alcuni residenti che si aggiravano per le scale e, vistisi scoperti, sono scappati via. «Li hanno trovati dei signori che stavano andando a far visita a un vicino di casa», racconta Lucio Bellavere, che abita con la moglie Zena Giacomelli, ex consigliere di quartiere, in un appartamento della palazzina. Anche in questo caso i residenti hanno tentato di rincorrere i due malviventi, che però sono stati più veloci e sono riusciti a scappare.
Per continuare a colpire nella vicina via Loreto, dove hanno preso di mira un appartamento al secondo piano di una palazzina. La proprietaria, dalle 18,30 alle 19,30 era uscita per andare a messa e al ritorno ha trovato la brutta sorpresa. La porta d’ingresso dell’abitazione era stata scassinata e lasciata aperta e all’interno c’era la luce accesa. Temendo che i ladri fossero ancora dentro, ha chiamato la polizia, in quelle ore impegnatissima a ricorrere la banda da una casa all’altra. All’interno delle due camere da letto c’era il disastro: cassetti rovesciati, lampade buttate a terra e perfino uno specchio rotto. Ma i ladri non hanno trovato nulla in quanto in quell’appartamento non c’è più nulla da rubare essendo ormai l’ottavo furto negli anni che la proprietaria subisce.
L’ultima volta, pochi mesi fa, i ladri si erano arrampicati ed erano entrati dalla finestra, così lei aveva messo le inferriate. Ma non è bastato e questa volta sono entrati dalla porta.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








