Amore felino: riconosce la sorella quasi paralizzata e se ne prende cura

Due gattine separate dopo lo svezzamento si ritrovano e quella che sta meglio non abbandona più la malata

SAONARA. Due sorelle si rivedono e si riconoscono dopo un lungo periodo di separazione, e l’una si prodiga per assistere l’altra, malata e paralizzata. Nulla di così incredibile, si potrebbe pensare, se le protagoniste di questa toccante vicenda non fossero due gattine.

Ogni giorno la micetta in salute si sistema accanto alla cesta dove la sorellina malata giace immobile e la pulisce, la massaggia con le zampine, dorme con lei.

A raccontarne la storia è Mauro Fantinato, 37 anni: di professione tecnico commerciale in una ditta di Camin, il giovane cura una colonia felina situata nei pressi della sua azienda. «Lo scorso agosto mi sono accorto che erano nati quattro piccoli, sicuramente da una micia arrivata da fuori, perché questi gatti sono tutti sterilizzati» inizia Mauro «Ho notato che in particolare una cucciola aveva forti difficoltà a camminare, e non me la sono sentita di lasciarla nella colonia». Assieme alla moglie Tamara Boscaro, Mauro Fantinato inizia a prendersi cura in casa della micetta disabile, chiamata Hope, ovvero Speranza. Ma la malattia progredisce inesorabile, e a dicembre Hope è quasi paralizzata, tanto che Mauro decide di portarla con sé al lavoro, tenendola in una cesta sulla scrivania.

Amore tra gatti: la sorella è paralizzata, se ne prende cura

«Una delle gattine della stessa cucciolata da tempo gironzolava nel cortile dell’azienda» continua l’uomo «Ma quando è arrivata la sorellina è entrata in ufficio, è balzata sulla scrivania, si è avvicinata ad Hope e ha cominciato a leccarla e abbracciarla: l’aveva riconosciuta». Quasi cinque mesi di separazione rappresentano un periodo lungo per un gatto, ma oggi le due cucciole sono inseparabili, e la sorellina (che ha un solo occhio) riserva ad Hope attenzioni materne, abbracciandola, leccandole il musetto, proteggendola. «Quasi certamente il destino della micina è segnato, ma continueremo ad assisterla» conclude Mauro, la cui cagnolina Kira morì a Villatora a fine novembre, uccisa dal veleno usato da un uomo per eliminare dei gatti girovaghi «Quando guardo Hope e sua sorella capisco che senza distinzioni l’amore ci accomuna tutti, uomini e animali».

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