Fiorello al Geox con la mamma: «È venuta per il Santo mica per me»

PADOVA. Fiorello entra in scena dall’ingresso alle spalle del pubblico, come in una chiesa, vestito da sacerdote e con accanto il fido musicista Enrico Cremonese in versione chierichetto: «Peccatori di Padova, è il momento di espiare i vostri peccati!». E via con la prima risata del Gran Teatro Geox stracolmo per la prima delle due serate dal titolo «L'ora del Rosario».
A Padova è arrivata anche la mamma di Fiorello, in terza fila, «ma è venuta per Sant’Antonio mica per vedere me», racconta lo showman. Sul palco, tolti gli abiti da prelato, Fiorello sfoggia energia e fisicità oltre ad un fiume di battute. «Padova l'ho trovata bella, come anche la vostra vicesindaco che è qui stasera», riferendosi alla giovane Eleonora Mosco, che a Palazzo Moroni si occupa di commercio e giovani.
«Padova la conosco da anni, da quando gli extracomunitari eravamo noi. Scendevo dal treno: da dove vieni? Da Catania... E mi mettevano addosso una coperta di carta stagnola. Oggi invece mi sono sentito uno svizzero», ironizza il comico siciliano riferendosi all’emergenza immigrazione degli ultimi mesi.
Fiorello parla veloce, gesticola molto, scherza su telefonini, televisione e mezza età. Non disdegnando le tematica d’attualità: «Ma che fate a Padova? Venite a Roma che vi danno la casa a 50 centesimi», è stata la battuta sullo scandalo affitti che ha travolto negli ultimi giorni la Capitale. E poi, per ridere anche dello sponsor del teatro: «Ero in camerino, mi bussano, chiedo chi è? E loro: “Siamo i testimoni di Geox”».
Vestito di nero, lo showman ride delle nostre manie e delle nostre abitudini. E non si spaventa di giocare con la politica. Scherza anche sul leghismo ripetendo «fora i teroni dal Veneto», canta e balla, si dimostra lo straordinario animale da palcoscenico che è. Durante lo show anche un duetto virtuale con Mina e un “collegamento” da Las Vegas con Tony Renis per una versione molto originale di «Quando, quando, quando».
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