Terrorismo a Padova marocchino indagato

PADOVA. Si nutre dei testi di Ibn Taymiyya, è stato a Parigi una settimana dopo l’attentato al Bataclan e qui a Padova dispensa messaggi che richiamano il jihad. C’è un marocchino di 45 anni indagato per il reato di associazione terroristica. Gli uomini della Digos di Padova, coordinati dal procuratore distrettuale antiterrorismo Adelchi D’Ippolito, hanno fatto irruzione nel suo alloggio popolare nel quartiere Palestro. Hanno sequestrato due computer portatili e alcune chiavette usb, scoprendo che in casa conservava testi che sono le pietre miliari del salafismo.
L’attenzione dell’intelligence si è alzata nel momento in cui sono iniziate a circolare voci sulla presenza di una possibile cellula jihadista in città. Gli uomini della Digos, dopo alcuni accertamenti, sono giunti a lui: un marocchino di 45 anni, operaio, separato dalla moglie e residente nelle case popolari del quartiere Palestro. Frequenta la moschea di via Turazza e chi lo conosce ha potuto testimoniare la sua vicinanza alle posizioni più estreme della religione islamica.
Il fascicolo d’indagine è passato subito alla Procura distrettuale di Venezia che coordina le indagini anti terrorismo. I poliziotti hanno studiato per qualche giorno i suoi movimenti e quando hanno avuto un quadro esaustivo hanno organizzato la perquisizione in casa.
Hanno fatto irruzione all’alba, intercettandolo poco prima dell’uscita per raggiungere il posto di lavoro. In una stanza c’erano due computer portatili collegati alla rete internet e alcune chiavette usb utilizzate per salvare numerosi documenti. Il materiale sequestrato sarà esaminato molto attentamente. Gli investigatori contano di estrapolare anche le cronologie delle chat intrattenute utilizzando programmi come Skype, attualmente uno dei principali mezzi di comunicazione.
C’è anche un viaggio a Parigi da chiarire, un soggiorno organizzato esattamente una settimana dopo le stragi di novembre 2015. È indispensabile capire quali contatti ha nella capitale francese finita sotto attacco il marocchino trapiantato a Padova. Chi ha incontrato in quei giorni? Aveva appuntamento con qualcuno? I dati salvati nel disco fisso dei computer saranno scaricati e studiati dagli esperti dell’anti terrorismo.
Nell’abitazione dell’operaio sono stati trovati testi sacri di Ibn Taymiyya e Muhammad b. Abd al-Wahhab, i padri del salafismo. In particolare Ibn Taymiyya è considerato un convinto sostenitore del jihad e della necessità di applicare le norme della shari’a, tanto da diventare una figura di riferimento del cosiddetto Fondamentalismo islamico.
Gli investigatori padovani stanno cercando di capire anche se il marocchino quarantacinquenne era riuscito a costruirsi una cerchia di seguaci tra Padova e provincia o se invece agiva esclusivamente per proprio conto. Fondamentale sarà comunque capire se intrattiene contatti con altri integralisti islamici all’estero, magari proprio a Parigi. Al momento è stato iscritto nel registro degli indagati per associazione terroristica.
e.ferro@mattinopadova.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








