Il vescovo apre la “Porta” del Santuario

TERRASSA. «Questa piccola chiesa oggi è una cattedrale»: ed è proprio una folla da grande cattedrale, come ha sottolineato il vescovo di Padova don Claudio Cipolla, quella che ha seguito l’apertura della “Porta della Misericordia” al santuario di Terrassa Padovana. Una piccola porta in legno su una delle chiese più antiche e conosciute del territorio, meta di pellegrinaggi e di devozione, scelta dal vescovo come unica “porta santa” in provincia, dopo quelle aperte in città. Migliaia di persone hanno voluto assistere al rito, fra loro tanti ammalati, perché ieri era la giornata a loro dedicata. A loro il vescovo Claudio ha rivolto un affettuoso saluto appena arrivato sul piccolo sagrato del Santuario. Ha scambiato qualche parola prima e dopo la messa, con la consueta cordialità e semplicità. «Grazie per essere venuto qui in mezzo a noi» gli ha detto la gente che lo aspettava fuori dalla chiesa. C’erano anche tutti i sindaci del territorio, con la fascia tricolore. Un folto gruppo di parroci del Conselvano e del Piovese ha varcato la “porta della Misericordia” dopo l’apertura. Accanto a sé il vescovo ha voluto monsignor Renato Marangoni, da due giorni eletto a capo della diocesi di Feltre-Belluno: «Pregate anche per lui». La chiesa ovviamente non è bastata ad accogliere la folla e molti hanno trovato posto nel grande cortile esterno, allestito dai volontari con panche e sedie. «Questo santuario» ha detto il vescovo durante l’omelia «è una cattedrale che collochiamo in mezzo alle nostre campagne, dove ci sono paesi lontani dal centro, paesi e frazioni che si spopolano anche e che stanno vivendo una grande trasformazione sociale. Ci troviamo in una piccola chiesa, in contrasto con i nostri bisogni sempre piuttosto accentuati, bisogni di grandezza, di effetti speciali e di potere. È un segno speciale per la sua capacità di evocare e rimandare a ciò di cui voglio parlavi, la misericordia del Signore, che oggi prende un volto femminile, caratterizzato dal volto di Maria».
Non a caso la scelta della “porta santa” è caduta sul santuario di Terrassa, l’unico in tutta la diocesi di Padova ad essere dedicato appunto alla Vergine della Misericordia. Il vescovo ha invitato i fedeli a «modellare le comunità cristiane sul volto della misericordia di Maria. Le nostre comunità sono materne quando non abbandonano chi è povero, anziano, ammalato, chi viene come esule. Dobbiamo inventare nuove opere di misericordia perché il mondo è cambiato. Siamo chiamati a costruire comunità fraterne, segno di vittoria del bene sul male. La chiesa ha il dovere di annunciare la vittoria della misericordia su ogni altra forma di relazione». In questa giornata speciale, ha ricordato con simpatia al termine della messa il parroco don Romolo Morello, «il compleanno del nostro vescovo non è certo un segreto di pulcinella». Una “rivelazione” salutata da un lungo applauso e dall’affetto dei fedeli che al termine della messa ha voluto scambiare una parola o un semplice saluto con il loro vescovo.
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