Mala, armi e rapine: i punti oscuri nel clan di Freddy Sorgato

L’avvocato: «Va seguita la pista degli affari di Sorgato». Le indagini proseguono per approfondire il movente
BELLUCO - FOTO PIRAN - NOVENTA PADOVANA - RICERCHE ISABELLA NOVENTA
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PADOVA. Dopo la convalida dei tre fermi per l’omicidio di Isabella Noventa il lavoro degli investigatori non è finito. Bisogna recuperare il cadavere della donna, ma non solo. Bisogna comprendere il movente di tanta ferocia nei confronti di una persona semplice e dalla vita regolare. Lo stesso gip, nel provvedimento di convalida, sottolinea la necessità di approfondire la vicenda dal punto di vista della dinamica e del movente. La gelosia è la prima ipotesi che si fa strada e la più accreditata. Freddy che è innamorato di Isabella e che non riesce ad averla come lui vorrebbe. Lei che è sfuggente, mentalmente più forte, lo tiene in pugno, ma non vuole concedersi del tutto. Non vuole tornare insieme a lui. Debora che è preoccupata per il fratello, che non sopporta di vederlo soffrire per una donna che a sua parere se ne approfitta di lui e della sua disponibilità. Manuela che è innamorata di Freddy, che lo vorrebbe tutto per sé ma che deve fare i conti con quel chiodo fisso nella testa di lui: Isabella.

Dal passato di Manuela spunta un legame con la Mala del Brenta

Questo potrebbe aver mosso tanto odio da parte dei tre nei confronti della segretaria di Albignasego. Ma la gelosia può essere davvero un motivo così forte da spingere a uccidere? E se così non fosse? Tra questi interrogativi prenderebbe forma un’altra ipotesi nel caso di Isabella Noventa. La donna, come aveva supposto dopo l’arresto dei tre l’avvocato della famiglia Noventa, Gian Mario Balduin, potrebbe aver scoperto dei “traffici” economici di Freddy. Un altro elemento su cui stanno lavorando gli investigatori è la passione di Freddy per le pistole. Nella sua villa di via Sabbioni 11 gli investigatori ne hanno trovate tre: una 44 Magnum, una Tanfoglio calibro 6,32 e una Walter Pkk calibro 38. E nella storia di Isabella si insinua anche la Mala del Brenta. Sì, perché Manuela Cacco è l’ex moglie di Smeraldo Marigo, uno dei boss della Mala del Brenta. Con lui era finita a processo per una serie di rapine agli orafi tra il 2004 e il 2006. Per questo era stata condannata a 2 anni di reclusione.

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