Chiesti 15 anni per il gasolio rubato

Tessere carburante clonate grazie all’abilità di un ragazzo moldavo laureato

Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha chiesto 15 anni di pena per la banda di moldavi clonatori di carte carburanti. Anche se 7, quasi la metà solo per la mente del gruppo, ossia Daniel Gurghis, 24 anni di Pontecchio Polesine (Rovigo). Il processo che si sta svolgendo in abbreviato si concluderà con la sentenza il prossimo 12 aprile. Con lui a processo (ma con un ruoli marginali) ci sono Ghenadie Donea, 37 anni, moldavo residente a Occhiobello (Ferrara), Radu Maxim, 25 anni residente a Valdobbiadene, Iulian Carabet, 34 anni e Dorin Carabet, 33 anni, entrambi di Vigonovo. Gurghis, studente di Economia all'Università di Ferrara (già laureato in patria) era maestro nella clonazione di carte con bande magnetiche per rubare carburante e fare soldi grazie alla vendita del prodotto ad artigiani connazionali con il sistema del comodato delle tessere. L’accusa è di concorso in ricettazione, autoriciclaggio e riciclaggio. In totale Gurghis e il connazionale, in azione per tutto il 2014 e fino al 3 marzo 2015, avrebbero “succhiato” carburante (per lo più gasolio) per 47.154,94 euro in stazioni di servizio situate a Padova (tra cui, Q8 in corso Boston 51) e in diversi distributori nel Padovano, a Ferrara, Rovigo e provincia (Occhiobello e Canaro), a Cervia (Ravenna), Rimini, a Bologna, a Valdobbiadene nel Trevigiano (stazione Sp2 in via Erizzo) e nel distributore Shell di Abano in via Dei Colli. Nel pc di Gurghis, invece, risultano registrati migliaia di codici riservati relativi a tessere carburanti Shell (con le cifre iniziali 7077... o 7002...) e a diverse Esso card emesse a favore di ditte estere (croate, olandesi, tedesche) e italiane. Codici copiati e trasmessi alla mail di Gurghis da un hacker attivo in Olanda. E clonata risulta pure una Esso Card in uso al Gruppo Maltauro di Vicenza con la quale è stato comprato gasolio per 7797,99 euro. La procura ha sviluppato solo alcune carte, altrimenti l’inchiesta sarebbe stata ciclopica. Secondo la tesi della procura Gurghis prestava le tessere a diversi autisti a due passi da Corso Stati Uniti. Loro facevano rifornimento gratis dove capitava, ma dopo un tempo prestabilito dovevano mostrare gli scontrini delle ricevute a lui e dovevano versargli la metà dell’importo. L'indagine nasce grazie ai carabinieri di Carmignano di Brenta che fermano per caso Gurghis e Donea: nel loro furgone ci sono 1010,5 litri di gasolio. Gurghis racconta di dover riempire la cisterna della caldaia della zia di Cittadella. La zia esiste ma ha la caldaia a gas. L’indagine parte.

Carlo Bellotto

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