I cinghiali dilagano anche a Torreglia

TORREGLIA. È piena emergenza cinghiali in zona Colli, nonostante i dati relativi agli abbattimenti forniti dall’Ente Regionale del Parco Colli. Quelli ufficiali, del mese di marzo, sono stati 119. Anche se nelle ultime due settimane si è toccato il picco di 50 a settimana. A Torreglia la situazione si sta facendo comunque sempre più preoccupante. I cinghiali stanno invadendo la zona del Rio Calcina e via Vallarega.
«Come sindaci dobbiamo fare pressioni sul Parco Colli affinchè gli interventi diventino ancora più massicci», annuncia il sindaco di Torreglia Filippo Legnaro. «Serve che la Regione stanzi più fondi per consentire la caccia ai forestali del Parco Colli».
«Servono almeno 200 mila euro all’anno per riuscire a portare avanti le operazioni di caccia», dice invece Luca Callegaro, presidente dell’Ente Parco Colli. «Su un bilancio dell’intera regione di 500 mila per finanziare i danni provocati dalla fauna selvatica, al Parco Colli arrivano al momento tra i 70 e i 130 mila euro. Mancano quindi circa 70 mila euro. Stiamo facendo pressione affinchè il contributo possa aumentare. Non bastano i contributi attuali e i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative e dai trasferimenti che i Comuni danno all’ente Parco Colli per arginare il problema. Ad oggi si calcola infatti che siano almeno 4-5000».
Da settembre sono stati fatti tuttavia dei passi in avanti. «Abbiamo abbattuto 450 capi», svela Callegaro. «Le risorse sono insufficienti, come già detto, e non vorremmo trovarci tra tre mesi ad aver esaurito i soldi». Sui colli e in pianura, dove ormai sono arrivati i cinghiali (sono giunti persino a Feriole, oltre che a Monterosso e Monteortone), sono 50 i controllori incaricati dal Parco, ai quali si aggiungono 6 persone dipendenti del Parco Colli. Luca Callegaro apre ai ristoranti a tema. «Stiamo creando un marchio per la carne di cinghiale dei nostri colli», spiega il presidente del Parco Colli. «Stiamo portando avanti una convenzione con una cooperativa di Bologna per poi poter commercializzare la carne, dando vita a dei ristorantini tipici. A breve avremo un incontro con la Camera di Commercio per studiare le strategie. I cinghiali ci sono e credo siano ormai maturi i tempi per dar vita a dei ristoranti tipici e per fare business. Attraverso la cooperativa di Bologna commercializzeremo la carne e i suoi derivati».
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