I cinghiali calano a Selvazzano Un branco sulla bretella Boston

TEOLO. I cinghiali muovono veloci dai colli verso la periferia della città. Dopo i due esemplari rimasti per tutto il weekend del 25 aprile nel giardino di una villa di vicolo Speronetto, a San Biagio di Teolo, un branco di giovani ungulati accompagnato dalla scrofa è stato visto ieri mattina presto lungo la provinciale n. 89 dei Colli in direzione di Tencarola, a circa 100 metri dalla rotatoria che immette sulla bretella Boston. Al confine tra i comuni di Abano e Selvazzano. «Erano le 4.30, mi stavo recando al lavoro e con i fari dell’auto da lontano ho notato una macchia scura a bordo strada», racconta Nicola Ghiotto, assessore alla Cultura del Comune di Teolo. «Ho pensato a un incidente, a un'auto finita nella scarpata. Era un branco di cinghiali. Erano una decina e con il grugno stavano scavando il ciglio del fossato in cerca di radici. Per fortuna a quell'ora il traffico era quasi inesistente». Gli animali visti ieri mattina dall'assessore Ghiotto vicino alla rotatoria della bretella Boston, con tutta probabilità hanno le lettiere tra il bosco del colle Monterosso. Gli abitanti della vicina Feriole da alcune settimane ne lamentano la presenza vicino alle abitazioni. Questi sempre più frequenti avvistamenti al di fuori del perimetro del Parco Colli preoccupano il presidente della Provincia, Enoch Soranzo. L'Ente, attraverso la Polizia provinciale, ha competenza sulla fauna selvatica in tutto il territorio provinciale al di fuori delle aree protette. «Non dobbiamo aspettare che il problema assuma dimensioni tali da diventare incontrollabile, com'è successo per l'area del Parco», commenta Soranzo che ora si trova i cinghiali anche nel suo territorio comunale. «Valuteremo i rimedi da mettere in atto prima che succedano incidenti. La provinciale dei Colli in questo periodo è molto trafficata anche da parte dei motociclisti». Oltre al Monterosso, anche i dirimpettai Monteortone e Boscalbò sono invasi dai cinghiali. Ciò mette a rischio la zona termale. Attorno agli alberghi di Monteortone gli avvistamenti sono quotidiani. Gli agricoltori di quell'area sono stati costretti a cambiare tipologia di raccolto per limitare i danni.
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