«Diventiamo tutti dipendenti dell’Unione Medio Brenta»

Lo chiedono i “colletti bianchi” di Cadoneghe, appoggiati dai colleghi di Vigodarzere e Curtarolo Sindaci pronti a mettere insieme le risorse umane rappresentate dai 140 impiegati dei 3 Comuni
Di Cristina Salvato
BELLUCO..VIGILESSA AGGREDITA COMANDO VIGILI CADONEGHE BELLUCO..VIGILESSA AGGREDITA COMANDO VIGILI CADONEGHE
BELLUCO..VIGILESSA AGGREDITA COMANDO VIGILI CADONEGHE BELLUCO..VIGILESSA AGGREDITA COMANDO VIGILI CADONEGHE

CADONEGHE. I sindacati Cgil e Cisl chiedono la fusione dei Comuni del Medio Brenta (Cadoneghe, Curtarolo e Vigodarzere), per ottenere più efficienza e contributi economici da investire nel territorio. Si fanno portavoce della richiesta avanzata dai dipendenti di Cadoneghe nel corso dell'assemblea del 22 aprile scorso. «Chiedono di diventare tutti dipendenti dell'Unione Medio Brenta», dichiarano Manuela De Paolis (Cgil) e Franco Maisto (Cisl), «e poi di fondere insieme Vigodarzere, Cadoneghe e Curtarolo, creando il più grande Comune della provincia dopo Padova: 40 mila abitanti, economie di scala, meno burocrazia e possibilità di assunzione per migliorare i servizi ai cittadini». I 140 dipendenti suddivisi tra Cadoneghe, Vigodarzere, Curtarolo e l'Unione Medio Brenta hanno orari diversi, stipendi e contratti differenti e pur trattando la stessa materia, i regolamenti e i programmi informatici sono difformi. E per passare un documento ufficialmente dai Comuni all'Unione e viceversa, bisogna fare due passaggi attraverso i protocolli di entrambi gli enti. A Cadoneghe, poi, negli ultimi due anni quattro dipendenti sono andati via e non sono stati sostituiti perché l'ente non può assumere.

«Sono più che favorevole all’Unione allargata nelle funzioni e nei servizi», commenta il sindaco di Curtarolo, Fernando Zaramella, presidente di turno dell'Unione, «ed è lo sforzo unanime che i nostri tre Comuni stanno realizzando; ma prima occorre costruire le strutture su cui poggiare il cambiamento, come l'unificazione dei regolamenti e la banda larga. Per la fusione, se ne dovrà parlare a lungo e approfonditamente con i cittadini».

Per iniziare a lavorare concretamente bisogna attendere in ogni caso l'elezione del nuovo sindaco di Vigodarzere, il 5 giugno. «Il punto di arrivo potrà anche essere la fusione», dichiara il sindaco uscente Francesco Vezzaro, «ma il processo va accompagnato. Intanto cominciando a unificare i regolamenti: polizia locale e cittadini non possono trovarsi in difficoltà perché alcuni comportamenti sono sanzionabili in un Comune e in quello vicino no». Più diretto il sindaco di Cadoneghe, Michele Schiavo. «Sono molto contento che la proposta venga dai dipendenti o meglio "collaboratori" come li chiamo io», dice, «ma le procedure si cambiano in primis con la loro volontà. Difformità di regolamenti, procedure, orari li metteremo a posto, anche se loro puntano per prima cosa all'equiparazione dello stipendio. Dovranno comunque essere consapevoli che appartenere tutti a un unico ente comporterà anche la mobilità».

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