«Non siamo disposti a trattare vogliamo nuove assunzioni»

Nuovo incontro tra la direzione generale dell'Azienda Ospedaliera di Padova e i sindacati della sanità. Ieri i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil sono stati convocati per aprire ancora il confronto...

Nuovo incontro tra la direzione generale dell'Azienda Ospedaliera di Padova e i sindacati della sanità. Ieri i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil sono stati convocati per aprire ancora il confronto sulla carenza di personale sentita a via Giustiniani, ma non tutti hanno voluto sedersi al tavolo. La Uil non si è presentata all'incontro, la Cgil ha lasciato il tavolo in segno di protesta e la Cisl ha ascoltato fino alla fine le condizioni poste dall'amministrazione. Dopo lo sciopero generale che si è svolto lo scorso 15 aprile, ieri la direzione ha annunciato una riorganizzazione massiva dei turni del personale. «Le tre posizioni diverse non pregiudicano l'unitarietà delle nostre azioni», spiega Giancarlo Go della Cgil, «Non siamo più disposti a trattare, vogliamo nuove assunzioni. Permane un arretrato di ferie per dipendente elevatissimo, se si tiene conto del fatto che ogni lavoratore ha usufruito solo il 41% delle ferie spettanti sino ad oggi. Restano migliaia di ore a "recupero", 124 mila solo per l'anno 2013, mai pagate e mai recuperate a causa delle mancanza delie sostituzioni. Lo strumento dello straordinario viene utilizzato in modo improprio ed ogni anno se ne aumenta l'abuso: 400 mila euro in più nel 2015 rispetto al 2014. Ogni anno per poter garantire le ferie estive vengono fatti 1400 turni di straordinario nel periodo che va del 1 giugno al 30 settembre. Nell'area trapianti i lavoratori sono costretti a svolgere 14 turni di "reperibilità attiva" al mese contro i 6 previsti, arrivando a superare le 200 ore mensili di lavoro ed alcuni posti letto di terapia intensiva sono stati chiusi per mancanza di personale. Le dialisi stesse vengono garantire solo con orario straordinario». In particolare emerge una situazione critica nel reparto di Fisiopatologia respiratoria: «Qui sono attivi tre letti di terapia semi-intensiva non previsti dalle schede regionali», aggiunge Go, «tre giorni fa è stata inserita una macchina per fare la dialisi che dovrebbe invece stare in un reparto specifico o in terapia intensiva. Per guadagnare spazi, in un reparto comune vengono seguiti pazienti molto critici e sottoposti a terapie invasive. E' molto grave e bisogna trovare una soluzione appropriata al più presto».

Elisa Fais

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