«Caricati costi esorbitanti sulle tariffe dei rifiuti»

PIOVE DI SACCO. Da due milioni 100 mila euro a tre milioni 200 mila: il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per il comune di Piove di Sacco dovrebbe aumentare di un terzo quest’anno rispetto all’anno scorso. Dovrebbe. L’altra sera il sindaco Davide Gianella e il vicesindaco con delega ai Servizi pubblici Lucia Pizzo hanno portato in consiglio comunale una delibera in cui - in quindici pagine fitte di dati - “smascherano” i costi “incongrui” che Padova Tre ha inserito nel Piano economico finanziario che, alla luce della dettagliata analisi, è stato rispedito al mittente. Le tariffe, quindi, non aumentano. Il Comune di Piove ha approvato, poi, il nuovo regolamento con l’Ati che gestisce il servizio rifiuti, di fatto lasciando alla Padova Tre la sola gestione formale, ma delegando tutti i servizi operativi, inclusa la bollettazione, a Sesa spa. La quale, per altro, certifica che con due milioni e 100 mila euro l’anno il servizio può essere garantito per il Comune di Piove senza problemi.
Il sindaco Gianella è ancora indeciso se ridere o piangere per le incongruenze che ha rilevato nel Pef. Per esempio: secondo i conti di Padova Tre lo svuotamento dei cestini pubblici, un centinaio a Piove, costa 36 mila euro l’anno. Ciò significherebbe, però, alla luce del costo di 0,50 centesimi per cestino, che in un anno verrebbero effettuati oltre 72 mila svuotamenti, 198 al giorno per tutti i giorni dell’anno. Oppure: Padova Tre chiede 134 mila euro per il nolo a caldo - cioè con autista - di un autocarro. Il costo orario del nolo è di 78 euro. Vorrebbe dire che l’autocarro viene noleggiato per 1.719 ore, ovvero per 214 giorni di lavoro da otto ore. Tanto valeva comprarne uno, posto che tutti quei giorni non verrebbe mai utilizzato. Ancora: 138 mila euro per lo spazzamento delle strade, significano - al costo di 45 euro a chilometro, che ogni giorno vengono spazzati 7,5 chilometri. Un sogno. Altre grossolanità che Padova Tre metterebbe in conto ai cittadini: oltre 5 mila euro per i solleciti di pagamento, peccato però che il servizio sia compreso già in un’altra voce, o la distribuzione dei calendari - oltre 8 mila euro - che tuttavia è stata organizzata dal Comune.
«Da mesi sentiamo il presidente di Padova Tre Nicola Ferro annunciare Pef trasparenti e chiari, ma il documento che abbiamo ricevuto va nel senso opposto» rilevano Gianella e Pizzo, «così non sarà mai approvato. Abbiamo rilevato incongruenze macroscopiche, addirittura errori di calcolo nelle somme e con la richiesta, senza alcuna giustificazione o prova, di quasi 600 mila euro per la copertura dei costi del 2015». Il caso di Piove non è isolato, perché anche a Este e Monselice, ma non solo, i nuovi Pef portano rincari esorbitanti. «Il timore fondato» rilevano Gianella e Pizzo, «è che il cda di Padova Tre si sia messo in testa di rientrare del buco di trenta milioni con questi nuovi Pef. Ma se pensano che saranno i cittadini a pagare per la malagestione del passato e per tenere in piedi una società senza futuro si sbagliano di grosso. Se questo è il nuovo corso della Padova Tre, allora è anche peggio del vecchio». Ora resta da capire quanti e quali sindaci abbiano ancora dei dubbi.
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