«Da noi nuovo ospedale nel 2017»

Mentre a Padova si cerca una soluzione per Pediatria, a Verona è in costruzione il nuovo Ospedale della Donna e del Bambino. La struttura all’avanguardia sarà completata entro la fine del 2017 e sorgerà all’interno dell'ospedale di Borgo Trento. Così la sanità veronese si prepara a fare un altro importante balzo in avanti, dopo l'apertura del più grande polo chirurgico d'Italia, il Confortini, avvenuta solo cinque anni fa. Nel frattempo la Pediatria di Padova, pur non potendo fregiarsi del titolo di “ospedale pediatrico” è l'unico Dipartimento in Italia che per la qualità e quantità delle prestazioni erogate, è stato ammesso come membro ufficiale nell'Associazione ospedali pediatrici italiani (Aopi). Fanno parte dell’Aopi strutture pediatriche del calibro del Bambin Gesu di Roma, Meyer di Firenze e Burlo Garofalo di Trieste. Il nuovo ospedale della donna e del bambino di Verona si svilupperà su oltre 150 mila metri cubi. «La chiusura dei lavori è prevista per marzo 2017», spiega Paolo Biban, direttore dell’unità di Pediatria ad indirizzo critico dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, «e a quel punto, in pochi mesi, dovremo traslocare tutte le attività all'interno della nuova struttura. Il complesso sarà costituito da due padiglioni: uno di sei piani con vari reparti di degenza e l’altro di due piani con ambulatori, day hospital e day surgery. Le due parti saranno collegate da corridoi».
Il nuovo polo nascerà sulle macerie della vecchia maternità veronese. La “vecchia” clinica infatti è stata demolita nel 2014 per costruire da zero nella stessa area.
«Ci sarà spazio anche per un nuovo Pronto soccorso pediatrico ad accesso diretto», aggiunge il dottor Biban, «con 15 posti letto ad osservazione breve intensiva. Poi ci sarà un secondo Pronto soccorso dedicato all’ostetricia e alla donna. Tra i reparti più importanti cito anche la Terapia intensiva neonatale, con ben 12 posti letto di terapia intensiva e 24 posti letto di semi-intensiva. Accanto ci sarà la Terapia intensiva pediatrica, con altri 8 posti di terapia intensiva e 16 di semi-intensiva. Grazie al nuovo ospedale aumenteremo molto la recettività. Oggi a Borgo Trento abbiamo solo 15 posti letto pediatrici che fanno sia da Terapia intensiva che semi-intensiva, una condizione che ci ha costretti più di qualche volta a trasferire i pazienti altrove».
L’opera è stata finanziata con la formula del “project financing” e ha un costo complessivo di 131 milioni di euro, dei quali 57 sono stati finanziati con capitali privati, 54 attraverso fondi della Regione Veneto e i restanti 20 milioni sono stati forniti da Fondazione Cariverona. «Ora le attività pediatriche sono divise tra l’ospedale di Borgo Roma e Borgo Trento», specifica il pediatra, «Pazienti e personale sanitario, a seconda del bisogno, sono costretti a spostarsi da una parte all'altra in mezzo al traffico. Tanti i disagi logistici. Ad esempio a Borgo Roma non c'è la Terapia intensiva pediatrica, ma a Borgo Trento sì. Il fatto che tutte le specialità convivano in uno stesso complesso in spazi ampi e rinnovati, è un arricchimento per tutti».
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