Ospedale, nel mirino il no a Padova ovest

Gli accertamenti della Finanza riguardano anche la relazione idrogeologica che ha spostato il progetto a S. Lazzaro
Di Cristina Genesin

Operazione pilotata o in piena trasparenza? Secondo la procura di Padova i nodi da chiarire sono tanti intorno all’operazione (da oltre 500 milioni di euro) sul nuovo polo ospedaliero, progetto trasferito da una parte all’altra della città (da Padova Ovest a Padova Est) come fosse la pedina di un gioco a scacchi. Con tanto di valutazioni sulle due aree in gioco, firmate da organismi tecnici o da consulenti, che hanno fotografato prima uno stato idrogeologico, poi l’esatto contrario (o quasi). Così da rendere possibile (o da determinare) quello spostamento in sintonia con la proposta caldeggiata dal sindaco Bitonci.

La Procura. L’inchiesta è affidata al pm Maria D’Arpa, membro del pool di magistrati che si occupa di reati contro la Pubblica amministrazione guidato dal procuratore Matteo Stuccilli. Gli accertamenti sono stati affidati al Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza.

La denuncia. A dare il via alle verifiche, l’esposto presentato dal deputato democratico Alessandro Naccarato che aveva denunciato pubblicamente: «... non c’è nessun interesse a fare il nuovo ospedale in quell’area (a est). Si tratta di una speculazione urbanistica che alcuni privati stanno portando avanti per i loro interessi... È grave che a firmare il progetto sia l’ex responsabile del settore Urbanistica di Palazzo Moroni, c’è un conflitto d’interessi macroscopico». Esplicito il riferimento all’architetto Gianfranco Zulian che nel 2010 va in pensione, nel 2014 è chiamato dall’allora neo-sindaco Bitonci nella commissione comunale per l’ospedale e, ora, risulta consulente dei proprietari delle aree di Padova Est riuniti nel Consorzio di urbanizzazione del quadrante Nordest formato da San Lazzaro Properties srl (92,5% delle quote, società in liquidazione con più di 70 milioni di debiti alle spalle), Immobiliare Galzignano srl e Mantegna Immobiliare srl. Consorzio che ha presentato il progetto di lottizzazione per l’area.

Affare a un euro. Tra il luglio e l’agosto 2014 avviene l’acquisizione dei terreni a Padova Est da parte di Bpd Property Development srl (pure in liquidazione). Quest’ultima compra le quote di San Lazzaro cedute da Dh Residencia. Il prezzo? Meno di una pallina di gelato, un euro. Rogito fra le parti il 4 agosto 2014 nello studio notarile Crestetto-Matarrese di Milano. È singolare che una nota integrativa del bilancio di Bpd Development, risalente a settembre 2014, giustifichi l’operazione perfezionata poche settimane prima (l’acquisto dei terreni a Padova Est) «con la realizzazione della stazione ad alta velocità e l’ipotesi della costruzione del nuovo ospedale di Padova». Ma l’ufficializzazione del nuovo polo a Padova Est avverrà solo il 10 novembre 2014. C’è l’annuncio del sindaco («Porteremo una variante... per la modifica della destinazione d'uso, da commerciale a ospedaliera. Per quanto ci riguarda il "bollino" passa da Padova Ovest a Padova Est»). E ci sono relazioni idrogeolociche che bocciano Padova Ovest (prima promossa, poi bollata come area a rischio). Via libera tecnico a Padova Est, 200 mila metri quadrati pubblici, altrettanti in mano ai privati. Dietro le quinte di una società coinvolta nei passaggi di proprietà a Padova Est, spunta il finanziere Mauro Bertani, coimputato nel processo al luogotenente dei Cc Franco Cappadona in servizio in procura fino al maggio 2014. Poche settimane fa, da teste in aula, l’ingegnere Tiziano Pinato (ex Genio civile) aveva ammesso di aver subito pressioni (da Cappadona) per far risultare Padova Ovest un acquitrino. Quelle dichiarazioni sarebbero state acquisite nel fascicolo d’inchiesta sul nuovo ospedale.

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