«Fiera, serve una gara pubblica»

L’affitto del ramo di azienda della gestione della Fiera dai francesi di GlEvents ai padovani di GiPlanet potrebbe avere «profili di criticità» sul principio di concorrenza perché manca una gara pubblica. È il risultato del parere dell’avvocato Giuseppe Farina, richiesto dal Pd padovano.
In pratica, secondo il legale, l’operazione portata avanti dal presidente di GiPlanet Andrea Olivi e “benedetta” dal sindaco Massimo Bitonci potrebbe essere facilmente impugnata da un eventuale concorrente. Due i motivi della contestazione. Da una parte c’è il nuovo codice degli appalti, entrato in vigore lo scorso 18 aprile. Prevede esplicitamente l’obbligo di una gara per una concessione nel caso in cui «oltre l’80 per cento delle attività della persona giuridica controllata è effettuata nello svolgimento dei compiti ad essa affidati dall’amministrazione aggiudicatrice controllante». Per la legge in pratica si configurerebbe come il rilascio di una nuova concessione, con lo stravolgimento dell’assetto originario definito nel 2006 dopo una gara andata deserta e poi la conseguente trattativa privata. Ma non c’è solo il nuovo codice degli appalti.
Il punto nodale è che la legge prevede che qualsiasi concessione per lo sfruttamento di un bene pubblico deve essere affidata con una gara. E la proprietà dei padiglioni di via Tommaseo è interamente pubblica: una parte (gli edifici più vecchi) del Comune di Padova e l’altra parte di Fiera Immobiliare spa (società al 100% pubblica).
Un indirizzo, presente anche nelle norme europee, confermato più volte da sentenze del Consiglio di Stato. Il 31 maggio 2011 la sentenza numero 3.250 afferma: «La mancanza di una procedura competitiva circa l’assegnazione di un bene pubblico suscettibile di sfruttamento economico, introduce una barriera all’ingresso al mercato, determinando una lesione alla parità di trattamento, al principio di non discriminazione ed alla trasparenza tra gli operatori economici, in violazione dei principi comunitari di concorrenza e di libertà di stabilimento».
E in particolare, l’obbligo di selezionare attraverso la gara pubblica il soggetto al quale affittare il ramo di azienda relativo alla gestione di un compendio immobiliare pubblico è stato affermato espressamente dal Consiglio di Stato con la pronuncia del 7 novembre 2014 quando afferma che è «una regola di buona amministrazione l’introduzione di un trasparente sistema per il quale il subentro nell’affitto nel rapporto concessorio non sia rimesso alla libera volontà delle parti private».
Infine l’ultimo richiamo legale è al Testo unico sulle società a partecipazione pubblica, approvato nelle scorse settimane. È previsto la possibilità di scioglimento di una società misto pubblico-privata (in questo caso PadovaFiere è per l’80% di Gl Events e per il 20% di Fiera Immobiliare) anche in caso di cessione del ramo d’azienda.
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