Berlusconi sceglie Furlan «Tratterà lui con Bitonci»

Grigoletto si dimette dopo la “cacciata” dalla giunta: «Difesa la dignità del partito» Il fondatore dell’esercito di Silvio nominato commissario cittadino di Forza Italia
Di Claudio Malfitano

L’alfiere dell’«esercito di Silvio» chiamato a condurre la battaglia in giunta e dentro Forza Italia. È Simone Furlan il commissario cittadino degli azzurri a Padova, nominato ieri direttamente da Silvio Berlusconi, dopo le dimissioni di Stefano Grigoletto.

Un passo indietro dell’ex assessore al Bilancio arrivato dopo la “cacciata” decisa dal sindaco Massimo Bitonci. Una mossa tattica: non poteva essere lui a condurre le trattative con il primo cittadino per «ridare dignità» a Forza Italia, né avrebbe potuto risolvere le questioni interne al partito, vista la sfiducia arrivata dai quattro “lealisti” Eleonora Mosco, Matteo Cavatton, Nicola Lodi e Enrico Turrin.

La scelta di Silvio. «Il presidente Silvio Berlusconi, sentito il coordinatore regionale Marco Marin, preso atto delle dimissioni irrevocabili da coordinatore cittadino di Stefano Grigoletto, lo ringrazia per l’impegno e il proficuo lavoro svolto in questi anni per Forza Italia e nomina commissario per il Comune di Padova Simone Furlan». È questa nota, diffusa dal coordinatore provinciale Luca Callegaro, a mettere fine in serata a una giornata convulsa all’interno del partito. L’ennesima dopo la crisi di coalizione aperta proprio da Grigoletto.

Crisi deflagrata con la “cacciata” dell’assessore da parte di Bitonci e che adesso verrà congelata per il periodo agostano. «Auguro a Furlan di essere proficuo per Forza Italia, come lo è stato Grigoletto nel portare il partito al governo di Padova – chiarisce Callegaro – Berlusconi prende sempre decisioni sagge, che per me sono un punto di riferimento».

Il ballo di Simone. Scende in campo Simone Furlan che avrà il difficile compito di tentare di suturare due ferite: la rottura con Bitonci (che ha umiliato gli azzurri in giunta togliendo deleghe importanti) e quella interna al partito, con i quattro “lealisti” schierati al fianco del primo cittadino. «Ho ricevuto la nomina dal presidente Berlusconi, lo ringrazio infinitamente per la fiducia. E ringrazio Grigoletto per l’atto di generosità che ha fatto. Da stamattina siamo ancora fianco a fianco a lavorare per il partito – chiarisce il neo-commissario cittadino – Mi prendo un po’ di giorni per fare alcune riunioni: sentirò il sindaco e gli eletti e poi riferirò ai miei coordinatori. La mia posizione è chiara: Forza Italia deve lavorare per la sua dignità e rispondere ai nostri elettori».

Proprio Furlan nei giorni più “caldi” della crisi di coalizione aveva avvisato Bitonci: «Commetterebbe un grave errore se applicasse il modello Cittadella, ovvero una monarchia leghista, ad una città complessa e articolata come Padova – era il suo pensiero poche settimane fa – Mi auguro che il sindaco rifletta sul suo comportamento e ritrovi quel sentimento che ci ha permesso di vincere, altrimenti tra qualche anno i padovani potrebbero ritrovarsi col dire: “Biton-chi?”».

La sfida dei lealisti. Mosco, Cavatton, Lodi e Turrin ieri hanno di fatto, con una nota, sfiduciato sia Grigoletto che il capogruppo Manuel Bianzale: «Ha ripetutamente messo in discussione il patto con gli elettori, mancando sin da subito di coinvolgere i consiglieri – spiegano riferiti a quest’ultimo – Mentre il ruolo di capogruppo deve essere improntato a logiche di partecipazione, ascolto e condivisione».

I due consiglieri (Lodi e Turrin) sono quelli che in caso di rottura con Forza Italia garantirebbero comunque la maggioranza a Bitonci, che avrebbe 17 voti su 32. «Siamo sconcertati dall’atteggiamento della minoranza dei nostri colleghi eletti nella lista di Forza Italia, cioè Bianzale e Pasqualetto, che con il loro comportamento sembrano voler ostacolare l’azione amministrativa, rinnegare il patto con gli elettori e favorire l’opposizione di sinistra, uscita sconfitta dalle urne. E condividiamo la scelta di allontanare Grigoletto dalla giunta, perché ha anteposto al suo ruolo di amministratore, quello di polemista».

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