Nuovo ospedale, consiglieri comunali convocati dalla Finanza

Chiesti i motivi della scelta dei terreni ceduti a 1 euro. C’è un fascicolo in Procura

PADOVA. La Guardia di Finanza ha convocato alcuni consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, sulla vicenda del nuovo ospedale. Si spiega così la fibrillazione politica che accompagna il percorso dell’accordo di programma, che il sindaco Massimo Bitonci ha deciso di non portare subito al voto del consiglio comunale.

"Nuovo ospedale, prima pietra fra tre anni"
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E si spiegano così le tensioni che hanno attraversato la stessa lista civica del primo cittadino, con la richiesta da parte di alcuni consiglieri di poter «vedere le carte» e consultare un avvocato prima di andare al voto. Una richiesta che ha fatto imbufalire il sindaco, convinto di prendersi «tutta la responsabilità» delle sue scelte. Ma cauto perché, dopo che proprio sul tema dell’ospedale si è consumata la rottura con Forza Italia, adesso potrebbe rischiare di ritrovarsi senza i numeri necessari per far approvare l’accordo.

Ecco perché, nella riunione tecnica di martedì scorso, l’atto è stato svuotato dalla variante urbanistica e derubricato a semplice “lettera d’intenti”, che sarà ratificata dal consiglio comunale solo dopo la firma di tutti gli altri enti. Un voto che ovviamente non avrà lo stesso peso, perché l’area di San Lazzaro, individuata dall’amministrazione per il nuovo ospedale, continuerà a essere non conforme dal punto di vista urbanistico.

Intanto i consiglieri comunali sono stati chiamati, nelle scorse settimane, nella caserma di via San Fidenzio per dare «sommarie informazioni» sulla vicenda. Conversazioni che sono state registrate e sottoscritte, e che hanno riguardato i vari passaggi politici e amministrativi della scelta di Padova Est come sito per il polo sanitario. La richiesta è stata quella di spiegare e giustificare persino alcune affermazioni avvenute durante i dibattiti in consiglio comunale o nelle commissioni.

Non è un mistero infatti che alcuni mesi fa è stato depositato in Procura un esposto, da parte del deputato dem padovano Alessandro Naccarato, che chiedeva di far luce sulla compravendita di alcune aree a San Lazzaro interessate dall’operazione ospedale. Le Fiamme Gialle hanno dunque deciso, su delega della Procura, di approfondire la segnalazione, acquisendo tutti i documenti necessari a ricostruire la vicenda. Sui tavoli degli investigatori sono arrivate tutte le delibere e i verbali degli atti di Palazzo Moroni. Due in particolare: la variante al piano degli interventi approvata dal consiglio comunale lo scorso 9 maggio e la variante al Pua Ir2 adottata dalla giunta il 5 luglio. Quest’ultimo è l’atto con cui i privati hanno ceduto l’area di 128 mila metri necessari per arrivare ai 520 mila richiesti dalla Regione.

Su quest’area, compresa tra via Maroncelli, via Galante e via Ponticello, si sono concentrate le attenzioni della Finanza. E sulla possibile «speculazione finanziaria» avvenuta con alcuni passaggi proprietari e la «valorizzazione» seguita alle varianti urbanistiche.

In cambio dei 128 mila metri quadri di terreno ceduti al Comune i proprietari hanno infatti ottenuto la massima libertà di destinazione urbanistica sui 189.101 metri cubi previsti dal piano di lottizzazione. Tanto che il progetto prevede ben tre grattacieli e due edifici commerciali.

Proprietario dell’area è il “Consorzio urbanizzazione quadrante nordest”, che per il 92,5% è dalla Via San Lazzaro Properties srl (in liquidazione), per il 7% dell’Immobiliare Galzignano srl e per lo 0,5% della Mantegna Immobiliare srl. La Via San Lazzaro è per il 70% della Bpd Properties srl (in liquidazione) e per il 30% della So.Im.Cos srl (gruppo Edilbasso).

Il passaggio più delicato della vicenda è datato 4 agosto 2014 e riguarda quel pacchetto del 70% di azioni della Via San Lazzaro venduto dalla società lussemburghese DH Residencia alla Bpd capital Bv (che mesi dopo lo ha ceduto alla Bpd Properties) al prezzo di un euro.

Nella nota integrativa al bilancio della Bpd (approvato nel settembre 2014) si legge che la transazione avviene perché la società acquisita «prevede la realizzazione della stazione ad alta velocità e l’ipotesi della costruzione del nuovo ospedale di Padova». Una ipotesi però mai pubblicamente affermata da nessuno. Tanto che il primo annuncio del sindaco Massimo Bitonci risale al 10 novembre 2014. È possibile che qualcuno lo sapesse in anticipo?

c.malfitano@mattinopadova.it

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