Agrivillage: il mega centro di botteghe artigiane, hotel e strutture sportive

Musile di Piave: un progetto ancora in cerca di finanziatori. Vale 80 milioni ma per ora l’operazione è sostenuta da una società con 10 mila euro di capitale. Legambiente e Pd sul piede di guerra

MUSILE DI PIAVE. Un investimento da 80 milioni di euro fatto da una società che ha 10.000 euro di capitale sociale. Assistita da una catena di simpatizzanti che versano 1 euro a testa. Fortuna che c’è un fondo inglese disposto a entrare nel business, peccato non se ne possa conoscere il nome per motivi di privacy.

È fenomenale la sproporzione di forze in campo, oltre che imbarazzante il contesto dell’offerta, per realizzare Agrivillage, mega centro commerciale che ha girato inutilmente l’Italia e adesso è approdato a Musile di Piave. Prevede 23.452 metri quadrati coperti, su una superficie interessata di 680.000, con 250 negozi e botteghe artigiane, hotel, strutture per lo sport e il tempo libero. Si direbbe una riedizione su scala minore di Tessera City, vagheggiata dal presidente della Save Enrico Marchi a ridosso dell’aeroporto. O della Veneto City di Bepi Stefanel, Luigi Endrizzi e altri investitori, che può ancora sorgere tra Dolo e Padova: l’iter burocratico è completato, mancano i quattrini.

Se non ne trovano personaggi del calibro di Stefanel, Endrizzi e Marchi, da dove spunteranno per Agrivillage? È quello che si chiedono tutti. Alcuni temono di saperlo: saranno i 250 negozianti o artigiani a doversi trasformare in soci per reggere il peso dell’investimento? Forse si capirà qualcosa di più stasera da Legambiente, che presenterà i risultati di una ricerca sulle aziende e i soggetti che promuovono l’opera, dal significativo titolo “Chi paga?” (biblioteca comunale di Musile di Piave, ore 20.30). Parteciperanno anche esponenti del Pd che denuncia da tempo le stranezze dell’investimento.

Finora di chiaro c’è solo il bypass operato sulle competenze della Regione, cui dovrebbe spettare il compito di amministrare i grandi insediamenti commerciali. L’operazione è stata portata a termine in due fasi. La prima, rovinosa, puntava a modificare la legge per autorizzare l’insediamento in un’area dove prima sorgeva un vecchio allevamento di polli. Per recuperare un’area deteriorata. Operazione grazie alla quale il proprietario incasserà 7-8 milioni di euro. Sono insorte le associazioni degli agricoltori e la giunta Zaia ha dovuto fare marcia indietro.

Niente paura, si è scoperto che Agrivillage non ha bisogno della Vas (Valutazione ambientale strategica). Gioco fatto: come è già avvenuto per Veneto City, la competenza è passata agli organismi inferiori. In prima linea adesso c’è la sindaca di Musile, Silvia Susanna, decisissima a favorire l’insediamento e a ottenerne un ampliamento.

Sponsor della fallita manovra in Regione era Gianluca Forcolin, numero due di Zaia ma number one dell’operazione Agrivillage, a detta di molti. È stato sindaco di Musile e con i promotori del progetto ha siglato già l’accordo sugli oneri di urbanizzazione, che consentirà al Comune di incassare alla firma delle autorizzazioni un assegno di 800.000 euro. E altri 800.000 a fine corsa. Cifre già “spese” in promesse durante la campagna elettorale.

A favore della serietà dell’investimento dovrebbero militare, secondo il municipio, i 220.000 euro pagati per la progettazione. Peccato che proprio ieri la Proteco, studio di progettazione che ha realizzato i primi due stralci, abbia fatto sapere di non aver visto un euro per il lavoro e farà causa ai promotori. I quali sono “trincerati” dietro la società Antonio Sv Srl, titolare Davide Dall’Asta, con uffici a Marghera. Porta a porta con un personaggio proteiforme, Maurizio Sarlo, altro sostenitore, responsabile della Clemm, un’associazione no profit che dovrebbe lavorare nel mondo dell’handicap. Come tale, ha ricevuto un contributo di 23.000 euro dall’allora assessore Remo Sernagiotto.

Ma la sede di Padova della Clemm non risulta frequentata da gente afflitta da handicap. L’operazione Agrivillage era sostenuta dal presidente della Confartigianato locale, Ildebrando Lava. L’associazione regionale l’ha defenestrato senza complimenti.

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