Tarocca la sua busta-paga, ex dirigente Fidia nei guai

PADOVA. Più bravo di un hacker? Forse semplicemente a conoscenza di password e codici per accedere al sistema informatico-telematico di gestione del Personale visto il suo ruolo di vertice in qualità di direttore delle Risorse umane e dell’organizzazione di Fidia spa, la grande azienda farmaceutica e biomedica con varie filiali nel mondo, 900 dipendenti e la sede centrale ad Abano Terme. È quella conoscenza che ha permesso a Giancarlo Gollin, 62 anni, residente a Padova in via Filiasi, di ”taroccare” i dati relativi al suo trattamento economico.
Il risultato? Per anni, e in più occasioni, il responsabile del Personale di Fidia avrebbe modificato (ritoccandole al rialzo) le poste stipendiali che lo riguardavano. Come? Attraverso l’inserimento di voci che non gli spettavano, tanto da aver incassato una somma totale (non dovuta) di 107.289,46 euro tra il gennaio 2010 e il luglio 2014. Almeno secondo le risultanze dell’inchiesta che ora rischia di spedirlo a processo. Inchiesta formalmente conclusa: il pubblico ministero padovano Benedetto Roberti si prepara a chiedere il rinvio a giudizio di Gollin, difeso dall’avvocato Silvia Rossaro. L’ex dirigente Fidia – azienda con la quale il rapporto di lavoro risulta interrotto dal 23 gennaio 2015 – dovrà rispondere di truffa continuata con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e di averlo commesso con abuso di relazioni d’ufficio, ma anche di falso materiale e di falso in atti informatici, reato che grazie al decreto legislativo numero 7 del 2016 risulta depenalizzato e trasformato in un illecito civile punibile con una sanzione pecuniaria.
Per anni l’operato del dottor Gollin non aveva mai suscitato sospetti. Nessun dubbio sulla corretta gestione delle Risorse umane da parte del dirigente, assunto in Fidia nel febbraio 1999. Fino alla fine del 2014 quando quelle molteplici correzioni, inserite nella banca dati telematica che fotografa la situazione economica di ogni dipendente dell’azienda, vengono alla luce. E – fatto singolare – riguardano sempre un unico dipendente con un ruolo apicale (cioè di vertice), il dirigente del Personale in possesso delle password. Immediata la denuncia: gli investigatori verificano che Gollin, tra il gennaio e il febbraio 2012, avrebbe modificato i dati del sistema informatico aziendale aumentandosi la retribuzione ordinaria per un totale di 9.430,08 euro; tra il febbraio 2010 e il luglio 2014 avrebbe ottenuto un indebito aumento del Tfr ((Trattamento di fine rapporto) pari a 70 mila euro, alterando l’accantonamento della sua liquidazione in senso a lui molto favorevole; infine nel 2010, 2011 e nel 2012 di nuovo avrebbe fatto lievitare la sua retribuzione con un altro correttivo sui giorni di vacanza che gli spettavano, introducendo ben 21.289,46 euro di ferie non godute. Pur contattata, Fidia ha scelto di non commentare.
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