Muore alla fermata e nessuno s’interessa

Dramma dell’indifferenza a Conselve, dove è spirato colpito da malore Giacomo Talpo, 63 anni di Anguillara

CONSELVE. Muore per strada, in pieno centro, tra l'indifferenza generale. Sembra che nessuno fra i passanti abbia dato peso a quell'uomo accasciato su una panchina alla fermata dell'autobus. I più avranno pensato che si fosse addormentato in quella posizione innaturale, inginocchiato sulla panca sotto la pensilina. Qualcuno avrà ritenuto che fosse ubriaco e che non era il caso d’impicciarsi.

Invece Giacomo Talpo, 63 anni, pensionato di Anguillara, era stato stroncato da un malore che non gli ha lasciato scampo, e oltretutto era astemio. E se n'è andato così, senza essere degnato di uno sguardo, tra passanti frettolosi e auto in corsa.

conselve - 15/11/2016 - via giuseppe verdi - trovato morto un signore in mattinata sulla fermata dell'autobus - nella foto: la fermata ph zangirolami
conselve - 15/11/2016 - via giuseppe verdi - trovato morto un signore in mattinata sulla fermata dell'autobus - nella foto: la fermata ph zangirolami

Il primo a capire che forse era successo qualcosa di strano è stato il titolare del bar che si trova dalla parte opposta della strada, sotto il portico a una decina di metri dalla panchina. Il barista ha notato che quell'uomo aggrappato al sedile non si muoveva e ha chiamato il 118. Pochi minuti dopo, all'arrivo dei soccorritori, la scoperta: il pensionato ormai era morto per un improvviso malore, probabilmente senza avere avuto il tempo di chiedere aiuto ma senza che qualcuno nemmeno glielo offrisse.

Non è successo in una strada isolata né in una notte buia, ma in pieno giorno, intorno alle 11, in via Verdi, alla fermata del bus tra l'Eurospar e l'hotel Oasi. Ieri mattina Talpo era stato all'ospedale di Conselve per alcuni accertamenti sanitari, quindi aveva attraversato il piazzale e la strada per raggiungere la fermata e attendere l'autobus che l'avrebbe riaccompagnato ad Anguillara. Ma qui si è consumato il dramma. L'uomo, mentre si trovata sotto la pensilina della fermata, si è sentito male. Si è accasciato e probabilmente ha tentato di sedersi sulla panchina. Quindi ha perso i sensi ed è rimasto immobile in quella posizione innaturale, in ginocchio con il corpo appoggiato sulla panchina.

Intanto i minuti passavano, così come la gente che a piedi, in bicicletta o in auto percorreva la trafficata arteria che taglia in due il centro. Impossibile che nessuno fra i passanti abbia notato quell'uomo immobile, impossibile che nessuno si sia chiesto cosa potesse essere successo. Invece pare sia andata proprio così e che il primo ad porsi qualche dubbio sia stato il titolare dell'Eurobar. «Ho notato il signore riverso sulla panchina e ho chiamato il 118. Questo è tutto ciò che ho fatto, non ho altro da dire», conferma telegrafico e un po' scocciato il barista. Dopo la constatazione della morte il corpo è stato coperto con un lenzuolo, tra il via vai della gente. Intanto sono arrivati i parenti dell'uomo, ex parcheggiatore, celibe, che viveva solo ad Anguillara. Dopo il nulla osta del pm Daniela Randolo l'attesa del carro funebre e il successivo trasporto in obitorio, intorno alle 13.30.

Intanto ci si chiede se si può morire fra l'indifferenza anche in un paese di provincia dove tutti si conoscono. «Se veramente è andata così» afferma il sindaco Antonio Ruzzon «allora qualche interrogativo dobbiamo porcelo. Il fatto si è consumato in un luogo non certo isolato, dove i passanti sono numerosi. Mi è capitato di essere chiamato perché era stato trovato un gattino ferito lungo la strada, come possiamo non notare un essere umano? La cosa stupisce, amareggia e preoccupa». «Giacomo era conosciuto e benvoluto per il suo fare pacifico e rispettoso» aggiunge Luigi Polo, sindaco di Angullara «lo conoscevo ed era facile incontrarlo in paese. Viveva da solo con poche risorse. Purtroppo l'indifferenza è una caratteristica del nostro tempo».

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