Nerina e Margot inseparabili, padrona e gatta morte insieme

PADOVA. Nerina e Margot erano amiche da dieci anni. Si sono incontrate, volute bene, hanno vissuto l’una accanto all’altra quasi fino all’ultimo, per poi andarsene insieme, a pochi minuti di distanza l’una dall’altra.
Nerina Carraro, nata e vissuta per 97 anni nel quartiere Forcellini, era una donna d’altri tempi, madre di quattro figli e tempra d’acciaio. Margot una gattina portata a casa da cucciola, affezionata a tutta la famiglia e alla sua padrona in particolare. Nell’ultimo periodo, Nerina aveva deciso di lasciare la propria casa per trasferirsi al centro Oic di via Nazareth: «Si rendeva conto di far fatica a stare da sola ma non voleva pesare su di noi» ricorda Marco, uno dei nipoti «così aveva deciso di andare a stare lì. Era stata una scelta, lucidissima, su cui le piaceva scherzare: lo chiamava “l’albergo”, diceva “finalmente vado a fare la signora, servita e riverita”». Non potendo più tenere con sé la gattina, Nerina aveva lasciato Margot al nipote Marco, che l’aveva portata con sé a Treviso (dove vive per lavoro). Ogni tanto, a Nerina arrivavano foto, altre volte la gattina veniva portata da lei con il trasportino. Lunedì scorso, verso l’una, a Marco è arrivata una brutta notizia: «Mi ha chiamato la mia compagna, per dirmi che la gatta era morta. Meno di cinque minuti dopo mi ha chiamato mio padre: era appena morta anche nonna Nerina. È una fatalità che mi ha colpito moltissimo: è come se la gattina l’avesse avvertito in anticipo, nonostante la distanza, e avesse voluto andarsene con la sua padrona».
Nerina, vissuta per quasi un secolo al quartiere Forcellini, era stata la colonna portante di tutta la famiglia. Ha allevato quattro figli (di cui tre sono diventati pasticceri, ed uno ha aperto l’attuale pasticceria “La Piazzetta”, in via Facciolati) ed educato uno stuolo di nipoti, con dolcezza e rigore.
«Quando eravamo piccoli» ricorda ancora Marco «lei e il nonno ci portavano tutti in montagna, per tre mesi di fila, e per noi bambini era una grande festa. Poi il nonno se n’è andato, ma lei è sempre rimasta un punto fermo con tutti noi: come in tutte le famiglie, anche nella nostra ci sono stati momenti difficili, di litigi e separazioni. Lei è sempre stata la nostra colonna portante: aveva mille segreti ed una forza inaudita, ha passato la sua vita ascoltando i nostri problemi e condividendo le nostre gioie. È stata lucida fino all’ultimo nonostante l’età. Ora che non c’è più, lascia un grande vuoto».
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