Nell’area del Palacongressi 4mila tonnellate di amianto

PADOVA. Sono circa 4 mila le tonnellate di cemento impastato con gli scarti della lavorazione dell’amianto individuati nel sottosuolo del Palazzo delle Nazioni con gli scavi per realizzare le fondamenta del nuovo Centro congressi.
Oltre 2.200 metri cubi di materiali tossici che di fatto hanno bloccato ancora una volta il lavori per la realizzazione di un Palacongressi su cui si è iniziato a ragionare ancora nel 2008, prima dunque della crisi che di fatto ha modificato il volto economico dell'intero territorio. «Il 16 novembre scorso il consiglio di amministrazione di Fiera Immobiliare aveva dato mandato ad una società specializzata di analizzare il materiale rinvenuto nel sottosuolo dalle scavatrici che lavoravano alle fondamenta del Centro congressi» spiega Massimiliano Pellizzari, presidente di Fiera Immobiliare. «Abbiamo sperato fino all’ultimo che si trattasse di un falso allarme ma invece abbiamo avuto la conferma dopo poco che si trattava di uno dei problemi più consistenti che ci siamo trovati ad affrontare in questo lungo percorso di realizzazione».
Dopo la bonifica dell’amianto del tetto del Palazzo delle Nazioni, la bonifica bellica, il trasferimento delle opere di Amleto Sartori e la cornice del portale dello Strazzabosco ecco che arriva, come una mazzata, un ulteriore stop ai lavori. «Non è possibile continuare a costruire senza una bonifica complessiva delle 4mila tonnellate di rifiuti a base di amianto del sottosuolo» continua Pellizzari «e non possiamo che sperare che non se ne rinvengano altre sacche nel prossimo futuro. Quello che è certo, però, è che questa nuova bonifica, da una prima stima dei nostri tecnici, non costerà probabilmente meno di 1 milione di euro, cifra che dipende per altro anche dal sito di conferimento che dovremo individuare».
Ora le vie che si aprono per la soluzione del problema e che il consiglio di amministrazione di Fiera Immobiliare deve affrontare sono due. «O apriamo una perizia di variante per “evento imprevisto e imprevedibile” e affidiamo l’operazione all’associazione temporanea di imprese guidata dalla Vittadello che ha in capo la realizzazione dell’opera (previa valutazione dei costi dell’operazione da confrontare con il preventivo che l’Ati proporrà) o mettiamo a gara la bonifica dell’area individuando una realtà specializzata a cui affidare il lavoro» spiega il presidente di Fiera Immobiliare. «Nel primo caso i tempi per l’operazione saranno intorno ai 6 mesi o anche meno, nel secondo caso a questi dovremo aggiungere quelli necessari per la gara pubblica che stimiamo intorno ai 4-6 mesi. Sarà comunque una votazione del consigli odi amministrazione a decidere sulla via da scegliere, sentiti i doverosi pareri legali e operativi dei soci. Quello che è certo è che la data di consegna del nuovo Centro congressi subirà un ulteriore slittamento di quasi un anno rispetto ai tempi previsti. Per parte nostra non possiamo che ringraziare dell’impegno costate i tecnici del Comune che lavorano assiduamente per affrontare questo ulteriore e notevole problema imprevisto in corso d’opera».
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