Don Andrea, al setaccio i soprannomi che usava nei siti hot

PADOVA. Proseguono serrate le indagini per svelare i nomi degli uomini che partecipavano agli incontri sessuali con don Andrea e le sue amanti.
I carabinieri della stazione di Padova stanno passando al setaccio i siti di incontri che il parroco frequentava e stanno analizzando i suoi nick name, visto che, ovviamente non prometteva incontri con il suo vero nome e cognome.
I siti non hanno l’obbligo di mantenere per molto tempo i dati di registrazione degli utenti, ma i carabinieri sono a buon punto. Chi ha partecipato dovrà raccontare ai carabinieri se ha pagato per partecipare a quegli incontri in canonica, dove tutto veniva ripreso e archiviato in dvd ai quali il parroco dava i nomi dei papi.
Nel frattempo i carabinieri sono al setaccio del conto corrente di don Andrea per capire se la sua disponibilità di denaro fosse consone agli introiti di un sacerdote o se il prete avesse maggiori opportunità di spendere e divertirsi.
Ovviamente gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Roberto Piccione, stanno cercando di far luce sugli eventuali illeciti penali commessi dal parroco, ossia l’ipotizzato favoreggiamento della prostituzione e la violenza privata.
Nella denuncia di otto pagine presentata dalla 49enne che racconta di una relazione pluriennale con don Andrea, scrive di due certificati medici che sommano un totale di 21 giorni di prognosi seguiti a rapporti troppo violenti e di due episodi successivi a quando lei voleva troncare quella relazione.
Una volta il prete le avrebbe puntato un coltello, l’altra l’avrebbe minacciata di rendere pubblici i filmati dei loro incontri hard. Quindi non le restava che continuare a frequentarlo. Poi è arrivata la denuncia. È stato il terremoto. (c.bel.)
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