Bus bloccato dalla neve, 60 padovani restano a piedi

Disavventura a Zoppè di Cadore: al rientro da un’escursione in montagna non c’era l’autobus ad attenderli

CADORE. Rientravano da un’escursione a Zoppé di Cadore, nel Bellunese, ma una nevicata improvvisa e abbondante ha bloccato il loro pullman costringendoli a percorrere a piedi circa cinque chilometri sino a Forno di Zoldo, dove sono stati accolti dal sindaco Camillo De Pellegrin, che ha fatto aprire per loro il bar del palazzetto dello sport.

Inatteso fuori programma per sessanta soci del gruppo saonarese “Montagna viva”, che ieri avevano partecipato ad una escursione panoramica sino alla cima che domina Zoppè di Cadore.

«L’escursione è terminata alle 14, e verso le 15 eravamo nel pullman lungo una strada secondaria, quando la neve che già cadeva ha iniziato a rendere la carreggiata molto scivolosa e insidiosa» racconta il presidente del gruppo, Corrado Badon «tanto che l’autista ha preferito non proseguire e ha contattato l’azienda perché mandasse un altro mezzo a prenderci, ma ovviamente lungo la strada principale. A quel punto non ci è rimasto altro da fare se non incamminarci sotto la neve per raggiungere il paese».

Otto chilometri con tornanti e curve pericolose che a piedi si possono percorrere in circa un paio d’ore. Mentre il gruppo scendeva, è stato mobilitato anche il Soccorso Alpino che ha inviato il capostazione Loris Campo Bagatin il quale ha fatto la spola da Zoppè a Dozza, caricando quegli escursionisti che ancora non avevano raggiunto Val di Zoldo.

La camminata supplementare comunque non ha creato grossi problemi ai padovani che sono arrivati sani e salvi, per quanto ovviamente infreddoliti, sino all’abitato di Forno di Zoldo, dove il sindaco Camillo De Pellegrin ha riservato loro una pronta ospitalità, facendo aprire il bar del Palaghiaccio perché potessero rifocillarsi e riscaldarsi, mentre attendevano un mezzo che li conducesse a Longarone.

Intanto il pullman sostitutivo messo a disposizione dalla Dolomitibus, e che stava scendendo da Pecol a Belluno, si è ritrovato a fare i conti con bus e auto di gitanti domenicali poco esperti, di traverso sulla strada. Il che ha ritardato di qualche ora il “soccorso” ai padovani. I quali, al caldo e con un intero bar a disposizione, non si sono disperati eccessivamente.

«Abbiamo aspettato circa un’ora e mezza prima di poter ripartire, tutte le strade erano innevate e difficilmente percorribili» continua il presidente Corrado Badon; «Per sincerarsi delle nostre condizioni si è mobilitato anche il Soccorso Alpino; stiamo tutti bene, non la vogliamo chiamare una disavventura, ma solo un’escursione terminata un po’ in ritardo».

Finalmente dalle montagne innevate è arrivato il pullman che ha ricondotto alla pioggia battente della pianura tutto il gruppo. Un cordiale messaggio di ringraziamento da parte dei gitanti ha raggiunto il sindaco di Forno di Zoldo. Sindaco che è avvezzo ad affrontare e risolvere piccoli guai causa neve un giorno sì e uno anche.

Come quella coppia americana che aveva noleggiato un’auto per un giro nelle montagne bellunesi. Niente gomme da neve, tantomeno catene. Non si muovevano più. Hanno dovuto affittare una stanza a Forno di Zoldo in attesa di reperire catene adatte, ricerca della quale si è occupato il sindaco in persona.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova