Blitz del Nas nel reparto di Nefrologia a Padova

Sopralluogo dei carabinieri per verificare le condizioni della struttura: via i letti dal corridoio e le bocce di urina dai bagni

PADOVA. Dopo il reportage in cui il mattino ha raccontato le condizioni in cui versa il reparto di Nefrologia dell’Azienda ospedaliera - al collasso per l’esiguità degli spazi a disposizione a fronte di pazienti sempre più numerosi - i carabinieri del Nas hanno eseguito un sopralluogo al piano terra del vecchio ospedale “Giustinianeo”. È lì che si trova il reparto dove sono destinate le persone, per lo più anziani, che soffrono di patologie renali. Ed è lì che ogni giorno si recano decine di persone, in questo caso di ogni età, che devono sottoporsi a dialisi.

Il reparto soffre la carenza di spazi, circostanza evidente da subito, appena si accede a Nefrologia: in fondo, dove il corridoio fa angolo con il divisorio che separa la Dialisi, c’è un letto attrezzato, pronto per accogliere un paziente. Quelli nelle quattro stanze, con quattro letti ciascuna, non bastano. E non è raro, infatti, che di letti in corridoio ce ne siano fino a quattro. Una delle prescrizioni imposte dal Nas è stata quella di spostare quel letto dal corridoio, sistemandolo in una delle stanze. Dove, inevitabilmente, si starà ancora più stretti di prima.

Daniele Donato, direttore sanitario dell'Azienda sanitaria
Daniele Donato, direttore sanitario dell'Azienda sanitaria

I carabinieri hanno anche rilevato che il corridoio, letto a parte, risulta comunque troppo affollato, tra apparecchiature, carrelli con cassetti pieni di medicine, scaffali con centinaia di provette, armadi colmi di farmaci - tutto incustodito - scrivanie con computer, ma anche scatoloni e altro materiale. Ed è arrivato quindi l’invito “a fare un po’ di ordine”. Le prescrizioni prevedono che tutto quanto si trovi nel corridoio non possa in alcun modo interferire con l’attività di medici e infermieri, intralciando e ritardando i loro interventi, e soprattutto non possa costituire alcun pericolo per i pazienti. Quindi tutto quello che si può anche solo temporaneamente spostare da lì, va spostato cercando una sistemazione più sicura.

Altra nota dolente è quella dei servizi igienici. Se non ci sono rimedi al fatto che siano presenti soltanto tre docce per venti pazienti, qualcosa deve essere fatto affinchè le bocce con i campioni di urina non vengano custodite nella stanza da bagno a pochi centimetri da dove il malcapitato paziente di turno si siede per far pipì. E una sistemazione più appropriata va trovata anche per le pile di padelle e pappagalli che stanno invece accatastati in bella mostra, anche questi, in un bagno già di suo molto piccolo.

Va detto, comunque, che dai rilievi del Nas non sono emerse situazioni passibili di denunce e segnalazioni alla Procura della Repubblica. Al sopralluogo dei carabinieri, del resto, hanno partecipato anche la direzione medica e sanitaria dell’Azienda ospedaliera. «La situazione del reparto di Nefrologia ci è ovviamente nota» conferma il direttore sanitario Daniele Donato, «stiamo cercando di recuperare le criticità più evidenti in modo da garantire il miglior confort possibile o almeno ridurre i disagi per i pazienti e gli operatori. Purtroppo sappiamo tutti che la struttura è quella che è, datata e con spazi che risultano insufficienti. Possiamo solo rivalutare l’organizzazione per rendere la situazione meno disagevole».

Aggiustamenti, quindi. Piccoli accorgimenti dove restano piccoli o piccolissimi margini di manovra. Molti problemi rimangono purtroppo irrisolti. Come la mancanza di una camera mortuaria a servizio del reparto, circostanza che obbliga spesso in caso di decesso a tenere il defunto nella stessa stanza dei pazienti anche per due ore. O l’affollamento della stanza dove viene fatta la dialisi, dove si trovano a dover convivere maschi e femmine di tutte le età, senza un minimo di privacy, con letti che quasi si sfiorano. E qui nemmeno un bagno. O il fatto che la Rianimazione che fino a pochi mesi fa si trovava al piano superiore, sia stata spostata al policlinico dove per arrivarci non serve meno di un quarto d’ora.

Argomenti:sanità

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova