Redditi, in 9 anni meno 2% Padova al top per flessione

La nostra provincia è prima in regione per calo dei guadagni medi registrati Il numero dei paperoni sale a quota 18mila. Castelbaldo il comune più povero 
PADOVA. Sono i padovani i veneti che hanno subito la più forte contrazione dei redditi tra 2007 e 2015. Un –2% che porta i guadagni medi dei nostri concittadini a 22. 694 euro. Un triste primato quello ottenuto negli ultimi 9 anni dai padovani che, pure rimanendo gli abitanti della regione con il reddito medio più alto del Veneto, sono pure quelli che hanno subito maggiormente i morsi della crisi. A stilare la classifica nazionale, che vede andare peggio di noi anche città come Milano e Bologna per citarne solo due tra le maggiori, è il Sole-24 Ore che ha confrontato i redditi Irpef degli italiani nei due anni fiscali 2007 e 2015, calcolando pure l’incidenza dell’inflazione sul potere d’acquisto di tali redditi.

Classifica regionale.
L’indagine fa emergere pure qualche fenomeno inedito come quello che vede la provincia di Belluno (+2,69% a quota 20.869 euro) in terza posizione in Italia per crescita media del reddito dopo Bolzano che ha visto un’impennata del 3, 84% e Potenza (+2, 82). Dopo Belluno, a registrare, in regione, la migliore performance di crescita è stata Rovigo che ha visto alzare i suo redditi del +0,30% a quota 18. 808 euro. Il resto del Veneto è tutto in territorio negativo ma, come spesso accade, c’è chi va meglio e chi va peggio: la ricca Vicenza, che registra il secondo reddito medio più alto dopo quello dei padovani, ha visto un flessione che si attesta solo allo 0,11% in 9 anni. Verona ha sofferto di più ma ha saputo limitare il danno a un –0,50%, mentre a Treviso si è perso potere d’acquisto per l’1,53%. Venezia è quasi al pari di Padova ed ha avuto un andamento migliore della provincia del Santo solo di uno zerovirgola (-1,99% contro il –2% di Padova).

I paperoni.
E mentre in provincia si stringe la cinghia a paragone con il 2007, a crescere sul totale della popolazione contribuente sono i ricchi e i super ricchi, quelli che dichiarano oltre 75 mila euro all’anno: a Padova, due anni fa, i cittadini più fortunati erano circa il 2,8% della popolazione e sono aumentati in 9 anni dello 0,4%. Una performance che ci regala il decimo posto della classifica italiana inerente al dato. In cifre assolute i paperoni padovani nel 2007 erano quasi 16 mila mentre nel 2015 i ricchi della provincia erano riusciti a superare le 18mila unità. Contribuenti i cui redditi mediamente superavano i 132mila euro a testa nel 2015 per un ammontare imponibile di 2,3 miliardi di euro. In sostanza il 2,8% circa della popolazione padovana si è spartita oltre il 17% del reddito imponibile prodotto dall’intera provincia.

I comuni più ricchi.
Le differenze non sono legate solo all’attività professionale o alla fedeltà fiscale. I dati risultano profondamente diversi anche in relazione al luogo di nascita o di residenza. Chi abita a Padova città, infatti, registra un reddito medio di ben 26.158 euro, superiore di quasi 3.500 euro rispetto alla media provinciale e ben di più in confronto a chi per esempio risiede a Castelbaldo, dove si guadagnano mediamente 15.193 euro annui. Una differenza di quasi 11mila euro che chiarisce la diversità consistente fra la capacità di produrre reddito di alcune aree della provincia. Ma oltre a Castelbaldo anche Masi, Casale di Scodosia, Merlara e Solesino, i comuni di fatto più “poveri” del territorio, non superano i 15.800 euro di reddito medio imponibile. Diversa la questione per Noventa Padovana, seconda con 25.995 euro di reddito medio annuo pro capite, seguita da Selvazzano (24.113 euro), Albignasego (22.957 euro) e Abano Terme (22.921 euro).

Tutti comuni della cintura urbana che beneficiano della maggiore produzione di ricchezza dell’area più popolata di attività economiche della provincia.

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