Tunisino con scacciacani: «Chiedo scusa». Scarcerato

BRUSEGANA. «Mi scuso con gli italiani... Non volevo fare questo... Non so perché l’ho fatto. Capisco ora che rischio di rovinare la mia famiglia visto quello che ho combinato».
Allarme Isis, l’ossessione che ormai accompagna ognuno di noi (o quasi) nella vita quotidiana. Il nordafricano che, domenica pomeriggio, s’era messo a sparare (con una scacciacani) per le strade di Brusegna aveva fatto scattare l’intervento anche del nucleo antiterrorismo dell’Arma. Subito manette e trasferimento in una cella di sicurezza per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Ieri la scarcerazione, dopo la convalida dell’arresto sia pure con una misura cautelare, l’obbligo di presentazione quotidiana nella caserma dei carabinieri in via Rismondo. Bekir Ouertani, 39enne tunisino nato in Libia – “passaporto” perfetto per un presunto identikit da terrorista quanto ai natali – è risultato del tutto estraneo a qualunque fede piegata all’estremismo islamico.
In aula, testa bassa e mea culpa davanti al giudice monocratico Marina Ventura affiancato dall’avvocato Silvia Pascarella che sostituiva il difensore di fiducia, l’avvocato Elisabetta Costa: «Sono nato in Libia ma cresciuto in Italia, sposato e con un figlio. Ho un lavoro regolare e quando sono vestito, sono come quello vicino a lei signor giudice» ha fatto notare nel corso di spontanee dichiarazioni, indicando un uomo in giacca e cravatta. E poi ancora: «Avevo in mano una scacciacani... Da un mese sto prendendo della droga che non prenderò più. Mi scuso, non volevo...» ha insistito. Il pubblico ministero dell’udienza aveva chiesto il carcere, il giudice ha ritenuto che la misura dell’obbligo di firma sia sufficiente.
E il processo per direttissima è slittato al 14 luglio per dare il tempo alla difesa di studiare gli atti del procedimento penale, mentre l’imputato – un precedente per droga e un permesso di soggiorno in fase di rinnovo – ha pronunciato un «grazie signor giudice» prima di uscire scortato e piuttosto provato.
Domenica a chiamare i carabinieri erano stati i residenti in via Lagrange a Brusegana. Ouertani camminava lungo la strada, impugnava la pistola e sparava in aria. Visibilmente scosso e alterato, gli occhi stralunati. Con l’aria che tira è ovvio che il pensiero va a un possibile attentatore. I militari sono arrivati in pochissimi minuti, due pattuglie e l’Antiterrorismo: lo hanno accerchiato e tenuto sotto mira finché l’uomo non si è deciso ad alzare le mani e ad arrendersi. Non senza spintoni e una breve colluttazione finché le mani sono state bloccate dalle manette.
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