Campagna al veleno, è polemica
Dalle chiamate finte sui tram ai whatsapp. E Tosi attacca «quello di Cittadella»

Una campagna al veleno, tra insulti e denunce. Da una parte gli attacchi ai candidati di Coalizione civica bollati come “estremisti”, dall’altra il collante dell’odio “anti-Bitonci”, che denuncia di essere stato definito un «cancro» durante un’assemblea con Lorenzoni (che però ha subito preso le distanze). È tutto un fiorire di volantini e grafiche sui social network, con anche risposte ironiche e prese in giro. C’è uno Zanonato trasformato in “grande burattinaio”, ma anche la campagna “Se vince Giorenzoni” con annesse previsioni apocalittiche che ricorda i post virali con “Colpa di Pisapia” a Milano.
Finte telefonate in tram.
«Se in tram o al supermercato sentite delle persone parlare a voce alta magari al telefono di come votare Giordani farà danni alla città siete spettatori di una delle sceneggiate che si sono inventati i leghisti a corto di argomenti. False conversazioni in pubblico per spargere false informazioni denigratorie su Giordani», denunciano dallo staff del candidato sindaco.
La polemica Tosi-Salvini.
È poi un caso anche una polemica su Verona che ha una coda velenosa su Padova. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che oggi sbarca ad Abano ma non a Padova («stiamo decidendo quando verrà», precisano dal Carroccio), attacca la candidata sindaco Bisinella perché è di Castelfranco e non conosce Verona. Risposta piccata del sindaco uscente (e compagno della candidata) Flavio Tosi: «Sarebbe già stupido l’argomento in sé, ma il massimo lo raggiungiamo pensando che in questi stessi giorni Salvini sta facendo campagna a Padova per il suo candidato Massimo Bitonci, nato e residente nel comune di Cittadella. Sono talmente seri che hanno un opinione diversa ogni cento chilometri».
Il caso Rampazzo.
Nei volantini “bitonciani” diffusi sul web Nicola Rampazzo, neo-consigliere di Coalizione civica, è descritto come un appartenente al centro sociale Pedro. Lui non ci sta e chiede le scuse di Bitonci: «I pregiudizi accecano. Chissà a chi si riferiva, di certo non a me», spiega. E anche l’attivista del Pedro Enrico Zulian smentisce: «La mistificazione della realtà e gli attacchi personali danno indicazione della debolezza e della paura che hanno. Con Rampazzo possiamo condividere alcuni valori ma non i metodi».
Propaganda whatsapp.
Sui cellulari in questi giorni è tutto un fioccare di messaggi. L’ex sindaco ha incoraggiato i suoi con una metafora sportiva: «Alla fine di una maratona di 42 km, e io ne ho concluse 12, l'ultimo chilometro si accelera non ci si mette a camminare. Abbiamo fatto un gran lavoro, questo è l’ultimo chilometro. Avanti tutta!». I “giordaniani” invece hanno preparato un decalogo punto per punto per rispondere alle «bugie di Bitonci».
(c.mal.)
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