Intesa assume il comando e potenzia il team veneto
Creata una struttura con Barrese e Piccini, primo vis à vis con il sindaco Variati
![People walk past by a Veneto Banca branch in Milan, Italy, Monday, June 26, 2017. Premier Paolo Gentiloni defended the swift action by the government as vital for ensuring Italy's slow economic recovery isn't derailed by a "disorderly" failure of Veneto Banca and Banca Popolare di Vicenza. The two banks are based in the northeast Veneto region, one of Italy's most economically productive. They serve many of the small and medium-sized businesses that are the backbone of the nation's economy.(ANSA/AP Photo/Luca Bruno) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]](https://images.mattinopadova.it/view/acePublic/alias/contentid/4d5184e0-853a-456d-a7ba-befddc251f6f/1/le-banche-venete-a-intesa-gentiloni-difende-l-intervento.webp?f=16%3A9&w=840)
People walk past by a Veneto Banca branch in Milan, Italy, Monday, June 26, 2017. Premier Paolo Gentiloni defended the swift action by the government as vital for ensuring Italy's slow economic recovery isn't derailed by a "disorderly" failure of Veneto Banca and Banca Popolare di Vicenza. The two banks are based in the northeast Veneto region, one of Italy's most economically productive. They serve many of the small and medium-sized businesses that are the backbone of the nation's economy.(ANSA/AP Photo/Luca Bruno) [CopyrightNotice: Copyright 2017 The Associated Press. All rights reserved.]
MILANO. È iniziata la nuova stagione delle banche venete sotto il cappello di Intesa SanPaolo.
Il management di Ca’ de Sass ha inviato una lettera ai dipendenti ereditati da Popolare di Vicenza e Veneto Banca sottolineando che «la grande famiglia di Intesa Sanpaolo da oggi è più forte» e accogliendo con un «Benvenuti» i nuovi. Per poi invitare a «rassicurare tutti gli interlocutori, a cominciare dai clienti, fornendo loro messaggi di serenità e di fiducia nel futuro». L’ad Carlo Messina è quindi intervenuto per smentire, facendo eco alle dichiarazioni del premier Paolo Gentiloni, che l’operazione «sia un regalo» del governo alla banca. «Interveniamo per tutelare il risparmio, l’occupazione e le imprese» ha chiarito. Così, il presidente di Intesa SanPaolo, Gian Maria Gros Pietro ha ricordato che l’offerta ha consentito di scongiurare l’effetto domino, aggiungendo che «i problemi ormai sono stati superati».
Anche se le preoccupazioni tra le fila dei due istituti acquisiti non mancano. Nella giornata di ieri vi sono stati momenti di concitazione perché un azionista si è barricato negli uffici assieme alla sorella dopo aver avuto un alterco con il direttore. La donna, prima dell'intervento risolutivo dei carabinieri, ha minacciato di suicidarsi iniettandosi una fiala di insulina.
Intanto è partito l’iter dell’integrazione anche se è prevista una clausola risolutiva nel caso il «decreto non fosse convertito in legge, o se fosse convertito con modifiche tali da rendere l'operazione più onerosa per Intesa». L’input arrivato ieri dai piani alti di Ca’ de Sass ai manager è, comunque, di lavorare da subito pancia a terra per organizzare al meglio l’integrazione per far sì che la scommessa fatta non senza esitazioni possa trasformarsi presto in una fonte di ricchezza per l’intero gruppo. La macchina è già partita: nella giornata di ieri è stata annunciata la creazione, all’interno della Divisione Banca dei Territori, di una nuova direzione regionale alla quale faranno capo i rami d’azienda costituiti dalle attività rilevate da Banca Popolare di Vicenza e da Veneto Banca. Un’iniziativa, spiega Intesa, che «nasce con l’obiettivo di garantire la piena continuità nell’operatività corrente delle attività acquisite dalle due banche venete e di rendere immediata l’integrazione di queste stesse nel gruppo Intesa Sanpaolo».
La guida della nuova realtà è stata affidata ad interim a Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori, fedelissimo del group ceo Carlo Messina, che come quest’ultimo ha scalato posizioni su posizioni nel primo gruppo bancario italiano a colpi di risultati, prima nella divisione pianificazione e controllo e poi alla guida della rete commerciale domestica, che è la più importante divisione del gruppo. Barrese ha già incontrato ieri il sindaco di Vicenza Achille Variati.
La direzione regionale costituita ieri si articola in due unità organizzative cui faranno capo le strutture centrali e territoriali provenienti dalle due banche integrate, denominate “ex Banca Popolare di Vicenza ed “ex Veneto Banca”. La responsabilità di queste due unità è stata affidata a Gabriele Piccini, manager ex Unicredit dove è stato country manager per l’Italia e, più di recente, nel gruppo Bpvi di cui è stato vice direttore generale e responsabile commerciale e, da ultimo, ad di Banca Nuova (controllata siciliana inserita tra gli asset destinati alla dismissione). Da questo momento in poi la priorità diventa il taglio dei costi, da realizzare attraverso sinergie.
Si parte con circa 800 filiali tra Veneto e Friuli Venezia Giulia per le due banche acquisite, tante quante ne contava già Banca Intesa prima dell’acquisizione. In alcuni casi si arriva addirittura a insegne di tutte e tre le insegne nella medesima strada. Le voci circolate ieri hanno ipotizzato la chiusura di circa 600 filiali e oltre 3mila esuberi, ma non sarà facile arrivare a questi livelli. Nell’intervista di ieri su questo giornale a Lando Sileoni, numero uno della Fabi (il principale sindacato dei bancari), l’esperto ha indicato in circa 1.700 il numero dei dipendenti che hanno i requisiti per andare in pensione nei prossimi sette anni e che pertanto riceveranno l’offerta di prepensionamento (le norme attuali prevedono la buonuscita fino a quattro anni). Considerato che l’assegno pensionistico ammonta a circa l’80% dell’ultimo stipendio, è verosimile che si assisterà a un’adesione massiccia, ma il numero resta comunque lontano dai numeri circolati ieri.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
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