È boom di turisti a Ferragosto «Ora nuovi circuiti»

Numeri da record agli Scrovegni e al palazzo della Ragione L’assessore Colasio scommette sugli affreschi del Trecento
MALFITANO -PADOVA - AGENZIA BIANCHI - PRESENTAZIONE LISTA GIORDANI. ANDREA COLASIO
MALFITANO -PADOVA - AGENZIA BIANCHI - PRESENTAZIONE LISTA GIORDANI. ANDREA COLASIO
Più di mille visitatori al giorno per la Cappella degli Scrovegni, 400 a Palazzo della Ragione e addirittura 500 (martedì 15) alla Casa del Petrarca di Arquà, che pure è decisamente fuori dai percorsi del turismo “di passaggio”. Quello appena trascorso per la cultura padovana è un ferragosto record, che ha portato numeri da capogiro. E le prossime settimane manterranno la stessa tendenza: «Alla Cappella degli Scrovegni», assicura l’assessore alla cultura Andrea Colasio, «si sfiora il tutto esaurito fino a fine settembre. Per trovare un po’ di scelta nei giorni e negli orari di visita, bisogna prenotare per ottobre». Sono numeri talmente buoni che l’amministrazione inizia a temere l’overbooking: «Come tutti sanno», spiega Colasio, «le visite agli Scrovegni sono solo su prenotazione, e in certi periodi è già molto difficile trovare posto. Lo scorso anno sono stati sfiorati i 300 mila ingressi, e quest’anno i numeri saranno ancora più alti. Le tensioni in nord Africa stanno creando nuove opportunità per le città d’arte, ed è mia intenzione incentivare il turismo potenziando circuiti diversi da quelli tradizionali. Penso all’Urbs Picta, che deve diventare un vero e proprio brand pubblicitario, e alla Padova carrarese». Per quanto riguarda l’Urbs Picta, Colasio ha già in cantiere una carta dedicata, che consentirà ai turisti di accedere ai nove siti che incoronano Padova come “capitale dell’affresco trecentesco” (definizione per cui siamo già nella “tentative list” italiana presentata al comitato Unesco): non solo il capolavoro di Giotto ma anche la Basilica del Santo, il Palazzo della Ragione, i musei Eremitani, la cappella della Reggia Carrarese, l’oratorio di San Giorgio, la chiesa degli Eremitani, il Battistero del Duomo e l’oratorio di San Michele. «La prossima mossa», annuncia l’assessore, «sarà un tavolo di concertazione con proprietari – quindi Diocesi, Università, Arca del Santo e Comune – per creare una programmazione coordinata. Alcuni di questi capolavori, penso soprattutto all’oratorio San Giorgio e al Battistero del Duomo, hanno ancora delle potenzialità inespresse. Altre, come il Palazzo della Ragione, sono già poli di grande attrazione pur non avendo mai goduto di un grande battage pubblicitario. L’idea è di creare una cassa di risonanza intorno al tema della Padova trecentesca e invogliare i turisti a seguire percorsi meno convenzionali. Compreso il Santo, che è un polo di grande attrazione per il turismo religioso, ma meno per il turismo culturale. Punteremo molto anche sulla Reggia Carrarese, anche se per il riconoscimento Unesco siamo ancora a metà del guado». Un obiettivo ulteriore sarà profilare i turisti che arrivano: l’idea di Colasio è di approfittare del momento “pre-ingresso” alla Cappella degli Scrovegni per dare alle persone un tablet. Poche domande a cui rispondere con un clic: da dove vengono, quanto si fermano, cosa li porta a Padova. E poi, in base alle risposte, studiare i piani per il futuro.


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