Università: «Polo delle Scienze sociali nell’ex caserma Piave»

PADOVA. L’ex caserma Piave, nell’area tra via Moro e riviera Paleocapa, sarà il grande polo delle Scienze sociali. Vi troveranno posto le facoltà di Economia, Scienze politiche e Sociologia. È un vero “ribilanciamento” della città quello che il rettore Rosario Rizzuto ha messo sul tavolo dell’incontro Comune-Ateneo di ieri pomeriggio in sala Paladin a Palazzo Moroni. Vuol dire 4-5 mila studenti che si spostano dal centro città (via del Santo, via Cesarotti, via Bassi) nell’area di fronte alla Specola. Urbanisticamente è un peso non indifferente da gestire. A fare da “leva” ci penserà il vicesindaco Arturo Lorenzoni, che in giunta occupa proprio la casella del governo del territorio. E che dal Bo non se n’è mai andato: «Anche stamattina ho fatto lezione», confessa al termine dell’incontro.
Il tavolo e il metodo. «Abbiamo messo attorno a un tavolo quelli che a Palazzo Moroni come al Bo si occupano delle stesse competenze. Si devono conoscere, scambiare i numeri di telefono e tenersi in contatto – spiega il rettore con a fianco il sindaco Sergio Giordani – È un metodo nuovo perché le nostre due istituzioni sono intimamente legate tra loro». Attorno allo stesso tavolo c’erano i nove membri della giunta assieme alla squadra dei venti prorettori delegati del Bo. «Padova è la sua università. E l’ateneo è un tutt’uno con la città – conferma il primo cittadino – Siamo una cosa sola e il dialogo continuerà con costanza».
Da caserma a campus. Un dialogo che dovrà necessariamente continuare, anche solo per gestire uno spostamento così importante di studenti. Nell’ex caserma Piave troveranno posto i dipartimenti oggi ospitati in via del Santo per Scienza politiche, in via Cesarotti per Sociologia e nel palazzo di Economia in via Bassi. Sedi che verranno riutilizzate in chiave amministrativa per i palazzi del centro storico, mentre la struttura nell’area Piovego verrà “rigenerata” per soddisfare i bisogni di espansione di Medicina e Ingegneria. «Dobbiamo pensare a strutture modulari, per rispondere al grande successo della nostra offerta didattica – aggiunge il prorettore vicario Giancarlo Dalla Fontana – Ed è fondamentale avere un contorno logistico e una città ricettiva».
Per quanto riguarda l’ex Piave entro l’anno verrà redatto il piano definitivo dei contenuti: «A gennaio 2018 inizieremo a scrivere il bando di gara – rivela Rizzuto – Io metterò fretta e non voglio ritardi. Ai direttori dei dipartimenti ho chiesto progetti innovativi e di ragionare in un’ottica di progettazione integrata». Economia, Sociologia e Scienze politiche infatti potranno condividere biblioteca ed eventuali laboratori, coesistendo in un unico complesso.
I poli dell’università. L’ateneo patavino dunque si svilupperà in grandi poli. È in “gestazione” infatti anche quello umanistico, che si svilupperà tra Palazzo Maldura e il vicino complesso dell’ex Geriatrico in via Beato Pellegrino: «La consegna lavori è prevista alla fine del 2018 – spiega ancora il rettore – È una grande opportunità».
In centro resterà la grande tradizione della Giurisprudenza a palazzo del Bo e la Medicina abbinata al policlinico ospedaliero. L’altro grande polo è quello tra il Piovego e via Venezia dove hanno trovato spazio Ingegneria, Psicologia e Biologia.
Infine ci sarà il maxi-centro dello sport, con l’ampliamento del Cus di via Corrado: «Stiamo concludendo lo studio di fattibilità economica, poi partiamo subito con l’appalto – aggiunge ancora Rizzuto – Sarà un grande complesso sportivo che servirà ai nostri studenti e non solo. Ancora un esempio di come le necessità di città e università convergono. D’altronde il Bo non sarebbe nato se, nel 1222, non avesse trovato un Comune accogliente per i suoi docenti e i suoi studenti».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








