I nostalgici delle cartoline alla conquista di Padova
Terzo meeting nazionale degli appassionati di Postcrossing. Il più giovane ha 17 anni, il decano del gruppo 75: "Una passione scoperta su Facebook"

Cartoline da tutto il mondo collezionate da iscritti al Postcrossing
Crossposting, i nostalgici delle cartoline alla conquista di Padova
PADOVA. Sono dei sognatori. Sono dei nostalgici. Sono soprattutto degli impavidi avventurieri del mondo e corrono sulle rotaie delle parole vergate a mano. Sono membri di postcrossing (www.postcrossing.com) e amano inviarsi cartoline illustrate da tutto il mondo.
Niente a che fare con nerd anti-tecnologici o fissati delle collezioni. Qui c’è un mondo fatto di giovani (almeno 13 anni) e nonni (niente limiti) che, con grande cura, sceglie delle cartoline e le invia a perfetti sconosciuti in tutto il mondo. A Padova la comunità sta prendendo piede, almeno una cinquantina gli aderenti.
Funziona così. Ti iscrivi al sito e ti vengono dati un codice e un nominativo, con tanto di indirizzo, a cui spedire la tua cartolina. Appena lo sconosciuto la riceve, la registra sul sito dove, in una finestra costantemente in movimento, vengono segnate in tempo reale le cartoline arrivate. Un “gioco” che ha già fatto cinque volte e mezzo il giro del mondo collezionando 219.332.343.298 chilometri di viaggio. Passando anche per il Veneto e per Padova.

Un gruppo di iscritti padovani al Postcrossing
Proprio nella città del Santo gli appassionati si sono incontrati nei gioni scorsi per il terzo meeting nazionale. Il gruppo italiano è composto in gran parte da collezionisti: lo si capisce perché chiedono sempre cartoline di una particolare tematica. Il più giovane iscritto ha 17 anni, il più anziano 75. Ma i motivi che spingono a inviare una cartolina, che magari poi diventa un disegno, una carta preziosa, un biglietto speciale, sono davvero tanti. Ce li spiega Maria Teresa Cazzaro, padovana, 60 anni, postcrossista convinta. «Ne sono stata conquistata», racconta, «amo la carta e tutto quello che viene prodotto con essa: libri, giornali, cartoline. Ho scoperto questo sito grazie a un gruppo di lettura su Facebook. A distanza di mesi quegli sconosciuti sono diventati parte della mia vita. Con alcuni ci scriviamo in privato, “messaggiamo” con Messanger o Whatsapp. Io sono una persona super tecnologica, apprezzo la velocità dei nuovi mezzi, ma ne colgo anche i limiti: sono effimeri, nulla a confronto con il profumo della carta. Fra i miei contatti un’insegnante americana, una giovane degli Emirati Arabi, insomma il mondo a casa mia».
Scopri che c’è chi, come Michele Bondesan, 34 anni, si è avvicinato a questo mondo a metà strada tra collezionismo, curiosità e 13 lingue parlate: dal russo all’ucraino passando per il finlandese e il catalano, ma anche portoghese e polacco e naturalmente le “ordinarie” inglese, francese, tedesco, spagnolo; senza dimenticare il latino e il greco, entrambe parlate. Che sia anche un esercizio lo dimostrano le insegnanti di liceo linguistico che iscrivono intere scolaresche allo scopo di fare esercizio. Ma c’è anche Barbara, commercialista, “amica di penna” da quando aveva 13 anni e pronta ad iniziare la nipotina di dieci. «Questa passione mi ha salvata dalle grinfie della depressione», si confida, «perché vedere la cassetta traboccante a fine giornata è una gioia. E con alcuni amici di penna organizziamo le vacanze assieme».
Non è strano comunicare con il micio di una casa norvegese o con un cactus tedesco: «Ognuno iscrive chi vuole», spiega Giulia Nicoli, 27 anni, laureanda in Giurisprudenza, «il bello è anche questo. Noi veneti abbiamo voluto dedicare una cartolina speciale realizzata dall’artista e postcrossista Arianna Cinquini, ma desideriamo fare un appello a Poste Italiane perché si accorga di noi». L’Italia pare non vedere questi tifosi delle cartoline e, anzi, lesina i francobolli. La Svizzera ha invece dedicato tre francobolli al postcrossing; l’Eire uno, il 6 ottobre scorso.
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