Qualità della vita: furti e rapine portano giù Padova

PADOVA. L’emergenza criminalità, un territorio troppo costruito e popolato, i prezzi alti degli affitti, la scarsità di luoghi per il tempo libero come librerie, cinema, bar e ristoranti. Sono i parametri che trascinano in basso la qualità della vita nella provincia di Padova, che nell’annuale classifica realizzata dal “Sole24ore” perde ben 12 posizioni passando dal trentesimo al posto numero 42. È la terz’ultima provincia del Veneto, un passo sopra Venezia.
Un balzo in avanti l’ha fatto invece l’area nord della regione, con Belluno che conquista la vetta della classifica e Treviso che avanza di 18 posizioni arrivando 19esima. Il territorio padovano può vantare però alcuni punti di eccellenza: l’aspetto economico-finanziario, la sanità d’eccellenza e un’operosa presenza di onlus e associazioni.

I nuovi parametri. Nell’edizione 2017 sono stati rilevati sei nuovi parametri per completare la fotografia della qualità della vita. Quello che vede Padova messa peggio è il consumo di suolo: con una percentuale del 19% del territorio edificato la provincia euganea è al 105esimo posto sulle 110. A fare peggio sono solo Varese, Trieste, Milano, Napoli e Monza. Brutta prestazione anche per il “gap retributivo di genere”, un parametro che rileva quanto in media sia superiore il guadagno degli uomini rispetto alle donne. A Padova è del 22,6% in più: l’82esima provincia italiana. Ben lontano da una differenza “solo” del 9,2% registrata dalla prima provincia, Caltanissetta in Sicilia.
A Padova si spende poco in farmaci e si fanno molti acquisti on line. Ci sono 676 nuove cause in un anno ogni 100 mila abitanti, per cui l’indice di litigiosità è relativamente basso.
La questione sicurezza. Il tema che più pesa nella classifica sulla qualità della vita è quello delle criminalità. Nella macro-area Padova è al 70esimo posto, un gradino sotto Reggio Calabria. Vengono rilevate come “più sicure” città come Trapani, Messina e Agrigento.
Nel Padovano gli scippi denunciati sono in media 240 ogni 100 mila abitanti (85esima provincia in Italia), così come alti sono i furti in abitazione e le rapine. Non si registrano invece molti furti di auto.
Soldi, lavoro e innovazione. È la graduatoria economica quella in cui Padova fa registrare le migliori prestazioni. Per “Pil pro capite” quella euganea è la tredicesima provincia italiana, la prima in Veneto. La media delle pensioni e i depositi bancari sono abbastanza alti e i padovani si dimostrano buoni consumatori: la spesa media delle famiglie è di 2.835 euro, la nona in Italia.
Padova si piazza a metà classifica per il tasso di occupazione al 63,3%, mentre la disoccupazione giovanile è complessivamente bassa: non lavora solo il 18,3% dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Il territorio euganeo resta attorno alla trentesima posizione su alcuni parametri economici importanti: il numero di imprese registrate, gli impieghi su depositi e la quota di export del Pil.
Punto di forza è però l’innovazione. Padova è decima in Italia per la presenza di start up innovative: sono 1,9 ogni mille società di capitale registrate.

Sanità, servizi e tempo libero. L’ottima scuola medica padovana è misurata dal basso tasso di emigrazione sanitaria: solo il 4,37% dei padovani va a curarsi fuori regione. Posizione più bassa per spesa sociale: 59esima in Italia con 33,2 euro in media per ogni anziano, disabile o minore in difficoltà.
Per quanto riguarda i servizi Padova deve recuperare ancora molto in banda larga: solo il 26,6% della popolazione è coperta con “fibra” a 30 mega. Non sono tanti poi i bancomat e i “pos” presenti nel territorio: 33,8 ogni mille abitanti, contro i 58,1 presenti a Sondrio. Rispetto alla media italiana sul territorio padovano ci sono pochi bar e ristoranti (96esima provincia su 110), poche librerie (76esima) e pochi cinema (66esima). I padovani sono tra i più sportivi, all’ottavo posto in Italia per indice di sportività. E al 17esimo per presenza di onlus e associazioni.
I dati demografici. Padovani “gran dotori” è ancora una verità: per presenza di laureati la provincia euganea è al 14esimo posto in Italia. Il tasso migratorio interno è buono e molti stranieri chiedono la cittadinanza italiana. Si paga però un territorio troppo urbanizzato: la densità demografica è di 436 abitanti per chilometro quadrato, ma non è nulla in confronto ai 2.635 di Napoli.
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