Processo Pantano verso l’epilogo chieste condanne per 35 anni
L’inchiesta sulla gestione inquinata di gare d’appalto e affidamenti, coinvolti imprenditori e funzionari Riguarda Ater, Provincia, Comune ed Esercito. Reclamati due anni e mezzo per l’ex deputato Ascierto

Un sistema inquinato: da una parte un manipolo di imprenditori che indicavano a funzionari e dirigenti delle Pubbliche amministratori chi invitare a gare o a trattative private, reclamavano informazioni sui ribassi da praticare e creavano un cartello per spartirsi i lavori; dall’altra pubblici ufficiali che, in cambio dei favori resi, pretendevano regalìe come piccoli lavori in casa, viaggi e tangenti. Un sistema marcio. Anzi un “pantano” che ha coinvolto l’Ater di Padova e di Venezia, il Comune di Padova e infine l’Esercito (il V° Reparto infrastrutture). Il pm Federica Baccaglini ha chiesto condanne per oltre 35 anni. Sul banco degli imputati 17 tra impresari, impiegati, funzionari o dirigenti pubblici, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, turbativa d'asta, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, falso ideologico e materiale, millantato credito, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione ai danni della Regione.
Da condannare.
Ieri 15 richieste di condanna, una richiesta di assoluzione (per il funzionario della Provincia Fiorenzo Boschello) e il via libera al patteggiamento (2 anni) per l’impresario Andrea Caporello, 38 anni di Padova, figura centrale dell’inchiesta. Finito in carcere per associazione a delinquere nel blitz del 21 ottobre 2013 (con i colleghi Manuel Marcon e Roberto Unizzi già usciti di scena), nell’udienza del 20 novembre ha parzialmente vuotato il sacco confessando il “profitto” (soldi e regalìe) incassato dal tenente colonnello Roberto Lasalvia, mister 10%, la quota reclamata nei confronti di chi era ammesso a lavorare con l’Esercito. Per lui chiesta la pena più alta (4 anni e 6 mesi).
Il sistema.
Due i sistemi collusivi: nel caso di gare d’appalto le ditte formavano un cartello stabilendo a tavolino chi avrebbe vinto, salvo poi dividersi la torta; nel caso di affidamenti diretti l’elenco, da cui “pescare” il vincitore, era indicato da Caporello che inseriva le ditte-amiche e, a turno, si andava all’incasso. Ditte-amiche ovvero «figure minori che stanno agli ordini del trio di impresari al vertice dell’associazione ma pagano le tangenti in proporzione al lavoro» ha insistito il pm. Un meccanismo patologico applicato a Esercito, Provincia, Ater e Comune dove il ruolo di intermediario lo gioca Mario Bonin (3 anni e 6 mesi chiesti). Rischia 3 anni e 2 mesi l’ex direttore dell’Ater di Venezia Aldo Luciano Marcon che, oltre a falsare le gare, avrebbe affidato i servizi assicurativi antincendio dell’Ater lagunare a un’agenzia delle Generali dove lavora l’amico Erminio Oscar Rigillo (2 anni e 3 mesi chiesti) in cambio di due “polizze vita” per i figli.
Ascierto.
L’ex deputato An (e poi Pdl) Filippo Ascierto (2 anni e 6 mesi per malversazione e truffa) entra nell’inchiesta con l’ex compagna Luana Levis (1 anno e 4 mesi) dietro la promessa di garantire appalti quando al vertice dell’Ater di Padova sarebbe arrivato l’amico Aldo Luciano Marcon. Così ottiene lavori gratuiti nella lussuosa villa che si sta facendo costruire a Montegrotto da Caporello e Manuel Marcon. Tuttavia se costretto a pagare, lo avrebbe fatto con i soldi degli altri: 2 mila euro erogati dal Comune di Padova per transennare una strada (costo reale 96 euro) in occasione dell’evento “150 anni di bontà italiana” promosso dall’onlus Andromeda presieduta dalla Levis; e 15 mila euro provenienti dalle casse dell’onlus. «Un mercimonio», ha osservato il pm. «L’assessore Carrai ha ordinato di pagare il contributo e l’impiegato ha liquidato senza nessuna verifica sui soldi pubblici spesi». Solo per la malversazione chiesta l’assoluzione: la commissione parlamentare presieduta da Ignazio La Russa non ha autorizzato l’utilizzo delle intercettazioni risultate fondamentali per l’indagine. Lunedì parola alle difese.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova
Leggi anche
Video








