Smart city, ecco le risorse «Pronti 52 milioni di euro»

Zilio: «Chiusa l’intesa con Tecnoholding». Giordani: «Fallire sarebbe da sciocchi» Dughiero (Bo) sollecita un piano per realizzare il polo dell’innovazione in Fiera
MARIAN-AGENZIA BIANCHI-PADOVA-CONVEGNO SMART CITY PADOVA. DA SX: CONTE, DUGHIERO,POTTI, ROSSI, LICCARDO
MARIAN-AGENZIA BIANCHI-PADOVA-CONVEGNO SMART CITY PADOVA. DA SX: CONTE, DUGHIERO,POTTI, ROSSI, LICCARDO
PADOVA. «Abbiamo finalmente liberato 52 milioni di euro di risorse da investire nello sviluppo innovativo della città grazie alla chiusura di una partita importante che ci ha impegnati per due anni con la cessione delle quota di Tecnoholding in nostro possesso». A dare l’annuncio della chiusura di una partita fondamentale per lo sviluppo innovativo di Padova è stato ieri pomeriggio il presidente della Camera di commercio Fernando Zilio nei suoi saluti introduttivi del convegno “Una Smart City per Padova Capitale dell’Innovazione” organizzato in aula Nievo al Bo per ragionare, assieme ai principali portatori d’interesse, sul futuro della città. «Grazie a questi nuovi presupposti fallire sarebbe da sciocchi» ha risposto il sindaco Sergio Giordani. «Abbiamo le competenze tecniche ed economiche, la volontà e i fondi necessari per una profonda trasformazione della città. Ora abbiamo bisogno di un progetto condiviso che possa disegnare il futuro di Padova fra 20 o 30 anni».


Il masterplan.
Dopo i saluti di Zilio e di Giordani, c’è stata la relazione introduttiva dell’architetto Sergio Strappazzon, vincitore, ancora nell’ottobre del 2015, del concorso di idee per un masterplan innovativo in grado di riconfigura l’area che va dalla stazione a Padova Uno. Un progetto capace di ricucire un tessuto urbano squarciato nel tempo da interventi successi attraverso soluzioni che permettano un monitoraggio continuo della città in movimento unendo agli aspetti tecnologici e urbanistici soluzioni di riqualificazione green. L’analisi delle potenzialità e delle fragilità di un percorso di investimenti strutturali per Padova è stata affrontata durante la tavola rotonda dove il padre del tram Antonio Conte, l’imprenditore Gianni Potti, l’ex vicesindaco Ivo Rossi, il prorettore al Trasferimento tecnologico dell’Università di Padova Fabrizio Dughiero e l’avvocato Mario Liccardo si sono confrontati grazie agli stimoli del moderatore dell’evento, il direttore de
il mattino di Padova
Paolo Possamai.


Il polo dell’innovazione.
Centrale nel dibattito è stato il polo dell’innovazione in Fiera, il cui ruolo di catalizzatore dell’innovazione è stato riconosciuto come fondamentale dal prorettore Dughiero. «Le imprese hanno bisogno di spazi d’innovazione dove possano confrontarsi con le nuove tecnologie, contribuendo allo sviluppo di valore e di cultura» ha detto Dughiero. «L’esempio del Polihub di Milano, nato da un esigenza di riqualificazione della città nel quartiere Bovisa è illuminante e no lontano dal nostro caso: un polo fisico che è stato capace di attrarre capitali, imprese e sviluppo e che noi potremmo semplicemente riprodurre a Padova in alcuni spazi della Fiera attualmente sottoutilizzati. Ma attenzione ai tempi: non abbiamo bisogno di un progetto perfetto ma di opportunità concrete e già da gennaio noi saremmo pronti ad aprire i nostri spazi in fiera». E sui tempi, più che sulla scelta strategica degli spazi, Dughiero ha trovato d’accordo il delegato di Confindustria Veneto all’innovazione Gianni Potti che ha parlato di un sistema fatto di coworking e fablab, incubatori e centri di trasferimento tecnologico che sono cresciuti al di là delle attenzioni della politica e che ora chiedono infrastrutture coerenti al loro sviluppo.


Le infrastrutture.
E proprio di una mobilità smart capace di connettere i nodi diffusi di una città in pieno fiorire tecnologico ha parlato uno dei padri del tram, il padovano Antonio Conte che ha evidenziato gli aspetti tecnici e funzionali dello sviluppo di una seconda linea che vada dalla stazione a Padova Uno e ritorno toccando Tribunale, Fiera, istituti universitari, Cittadella della Stanga. Al vicesindaco Lorenzoni invece le conclusioni di un incontro che ha dato il senso del dibattito profondo intorno al futuro tecnologico di Padova. «Dobbiamo guardare a progetti concreti» ha detto Lorenzoni «come quelli legati allo sfruttamento della linea ferroviaria che porta alla Zip e che potremmo implementare per il trasporto di persone con costi ridotti, un progetto condiviso con Rfi. Stiamo elaborando soluzioni economiche e incisive per la mobilità sostenibile e integrata, ma dobbiamo lavorare anche su eventi tecnologici capaci di attrarre l’interesse di pubblici vasti, stimolare un’offerta culturale di qualità, lavorare sui quartieri. Per questo i fondi della Camera sono fondamentali anche per creare una leva capace di attrarre gli investimenti per dare uno sviluppo articolato alla città».


Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova