Espulsi due aspiranti terroristi islamici

Pugno duro del questore, fermati un tunisino e un algerino: trovato un disegno della Torre Eiffel con l’angelo della morte
PD 02 agosto 2006..Ascierto in carcere..(BARSOTTI) - Ascierto in carcere..(BARSOTTI)
PD 02 agosto 2006..Ascierto in carcere..(BARSOTTI) - Ascierto in carcere..(BARSOTTI)
I loro nomi erano stati inseriti nella lista delle persone considerate pericolose perché vicine alla jihad. Entrambi hanno avuto un percorso simile perché l’estremismo l’hanno abbracciato in carcere. La polizia ha espulso entrambi, nell’ambito dell’attività di prevenzione disposta dal ministero dell’Interno in questo periodo di allarme diffuso a livello internazionale.


Nascosto in un B&B.
A uno dei due, algerino di 43 anni, una sfilza di precedenti per spaccio di droga, gli agenti ci sono arrivati grazie ai controlli nei
bed and breakfast
e in tutte le strutture che aderiscono al principio della cosiddetta
sharing economy
. Si tratta di stanze o piccoli alloggi che vengono concessi in affitto a prezzi bassissimi. Un fenomeno che scatena le ire di Federalberghi e Ascom. Da qui la decisione del questore Paolo Fassari, dopo un tavolo tecnico, di battere a tappeto questo comparto con polizia, Guardia di finanza e vigili urbani. La task force ha controllato sette alloggi in tutto, rilevando varie irregolarità. In uno all’Arcella, però, hanno trovato la situazione più grave. Perché la ragazza cinese che lo gestisce si era ben guardata di trasmettere i documenti dell’ospite alla Questura. Durante il controllo il problema è emerso subito. I poliziotti hanno messo le mani sul documento lasciato dall’algerino alla reception. È bastato inserire il nome (che è solo uno dei vari “alias”) per far scattare il segnale di allerta. Gli uomini della Digos hanno scoperto che durante la sua permanenza in carcere, prima a Trento e poi a Bolzano, aveva mostrato atteggiamenti di radicalizzazione e proselitismo del culto islamico. Nella sua cella erano state trovate scritte inneggianti la jihad e disegni di bombe. Era stato scarcerato il 10 gennaio scorso e il giorno successivo è tornato a Padova con l’intenzione di fermarsi qualche giorno. Gli agenti si sono appostati, hanno atteso il suo rientro e l’hanno fermato. Ora si trova al Cie di Brindisi.


Cacciato in Tunisia.
L’ambiente del carcere, stavolta il Due Palazzi, è stato decisivo anche per un tunisino di 35 anni arrestato dalla Mobile di Padova nel 2013 per un giro di droga. Già dal gennaio 2015, secondo le informazioni raccolte dalla Digos, lo straniero avrebbe manifestato condotte che rivelavano tendenza al proselitismo, tanto che era stato inserito nell’elenco dei detenuti da osservare attentamente. Nel caso specifico era stato trovato in possesso di alcuni disegni di una collezione di armi e di un disegno raffigurante la Torre Eiffel con alla sommità l’angelo della morte.


Entrato in Italia nel 1999, si era trasferito in provincia di Padova dove lavorava come muratore. Nel 2003 aveva ottenuto un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, successivamente convertito in una carta di soggiorno a tempo indeterminato. Nel 2012 era diventato padre di una bambina, avuta con una compagna tunisina residente in provincia. Il 6 ottobre scorso il permesso di soggiorno gli era stato revocato, in quanto persona socialmente pericolosa.


Ieri mattina è stato prelevato dal carcere accompagnato allo scalo aereo di Milano Malpensa, per prendere il primo volo per Tunisi. La detenzione in carcere (da cui sarebbe uscito nel 2020) è stata convertita in espulsione.


e.ferro@mattinopadova.it


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