Niente festa di Carnevale al Pedrocchi

Un avvertimento ma nessuna sanzione ai gestori del Pedrocchi. In compenso c’è l’annullamento della festa di Carnevale: nessun ballo in maschera nelle sale jappelliane per martedì grasso. È stata firmata mercoledì scorso la tregua tra il Comune (che si è fatto portavoce anche delle richieste della Soprintendenza) e la F&de Group, società milanese che gestisce dal 2014 il caffè storico di Padova.
Da Milano è arrivato direttamente il presidente della società Ermes Fornasier, accompagnato dal direttore del Pedrocchi (e organizzatore delle feste contestate) Manolo Rigoni. Ad attenderli il sindaco Sergio Giordani e l’assessore alla Cultura Andrea Colasio, che però aveva in mano le diverse contestazioni della Soprintendenza rispetto al comportamento dei gestori.
«Sappiamo che non è facile ottemperare alle due funzioni del Pedrocchi: essere un locale vivo e allo stesso tempo un monumento», ha esordito Giordani. Che però non ha perdonato ai gestori nessuna delle tante contestazioni delle scorse settimane: le due feste con balli scatenati di dicembre (il 17 e il veglione di Capodanno), l’accensione di fiaccole in Sala Rossini che ha messo a rischio il pavimento in legno, il furto vandalico delle due “zampe leonine” dal bancone storico.
Dal canto loro i rappresentanti della società non hanno potuto che ammettere alcune «manchevolezze», in particolare quelle contestate dalla Soprintendenza: l’uso della sala rinascimentale per eventi con catering e l’utilizzo di marmi storici come banconi su cui poggiare bicchieri. Ma hanno anche ribattuto con un corposo dossier fotografico, realizzato da Rigoni, per dimostrare che il veglione di Capodanno non è stato una festa danzante ma una serata di gala, in cui solo per pochi momenti alcuni degli ospiti si sono alzati per improvvisare delle danze, trascinati dall’euforia di festeggiare il nuovo anno.
Un colloquio che ha comunque appianato le distanze, portando ciascuno a fare un passo indietro. Palazzo Moroni ha trasformato la temuta sanzione in un semplice avvertimento. I gestori hanno promesso maggiore attenzione e cautela, comunicando all’amministrazione l’annullamento della festa in programma il 13 febbraio per il martedì grasso di Carnevale. Festa che vedeva protagonisti gli stessi organizzatori dei due precedenti eventi contestati: il direttore Manolo Rigoni, la segretaria organizzativa Nicoletta Zennaro (protagonista un anno fa del famoso ballo sul bancone), e i due “pierre” Christian De Sieno e Carlo Mancuso.
Al posto della festa di Carnevale i gestori del Caffè Pedrocchi hanno optato per una più semplice (e romantica) cena di San Valentino, in programma il prossimo 14 febbraio. Titolo della serata “L’amore è arte” con l’hashtag #nutritidamore. Sono già aperte le prenotazioni con un prezzo di 90 euro a coppia per chi riserva il proprio posto entro il 7 febbraio, altrimenti si sale a 100 euro.
L’incontro di mercoledì dunque è servito ad appianare i contrasti e si è concluso, come nel più classico dei tavoli di pace, con la «comune volontà di rilancio dell’attività». La stessa che era stata manifestata nel novembre scorso quando Comune e F&de Group avevano sottoscritto un’integrazione al contratto di concessione con cui i gestori avevano guadagnato la possibilità di allargare il plateatico alla parte bassa di piazzetta Pedrocchi.
Sullo “Stabilmento” jappelliano e sulla sua gestione resta comunque alta l’attenzione della Soprintendenza che, per bocca del direttore responsabile di area, l’architetto Andrea Alberti, ha sottolineato l’aspetto educativo della vicenda: una questione, appunto, culturale. «Il Pedrocchi non è una scenografia, contiene oggetti e documenti, valori che la comunità deve tutelare e che noi abbiamo la responsabilità di trasmettere alle generazioni future», ha spiegato il soprintendente.
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