Centro allergie ridotto è allarme fra i pazienti

Segreteria un’ora al pomeriggio, disagi per gli utenti che arrivano da tutta Italia Podestà (Food Allergy Italia): «Gravi carenze, è un eccellenza che va tutelata»

Allarme per il depotenziamento del Centro allergie e intolleranze alimentari in Azienda ospedaliera: si mobilitano i pazienti e l’associazione che li rappresenta, mentre il direttore generale Luciano Flor che ieri si era preoccupato che venisse annunciata una sua presa di posizione, sul destino del Centro non ha invece proferito verbo. La preoccupazione per le centinaia di utenti che arrivano da tutto il Veneto e da molte parti d’Italia è alta: il Centro regionale di specializzazione per lo studio e la cura delle allergie e intolleranze alimentari garantisce infatti oltre seimila prestazioni l’anno e non ha uguali nel Paese.

Ieri erano stati alcuni consiglieri regionali a sollevare la questione, presentando una mozione in cui denunciavano la chiusura dal primo gennaio della segreteria per esterni del Centro e il progressivo impoverimento del servizio, puntando il dito proprio contro la direzione dell’Azienda, responsabile della gestione. Flor, venuto a conoscenza del comunicato, ha espressamente richiesto che venisse annunciato un suo intervento per oggi. E un annuncio è rimasto. Del resto, tra medici indagati per peculato (il caso del professor Litta che avrebbe chiesto soldi per far saltare la lista d’attesa a una giornalista che si è finta paziente) e la sonora bocciatura di medici e infermieri sul benessere lavorativo emersa dalla recente relazione di un pool di studiosi del Bo - solo per citare gli eventi più recenti - c’è da credere che a Flor non manchino i grattacapi da gestire. I timori il futuro del Centro allergie aumentano: «Si tratta di un polo di eccellenza con iniziative sia cliniche che sul territorio, con educazione collettiva per le scuole e i ristoranti, a livello regionale e nazionale, registro per l’anafilassi e protocolli di desensibilizzazione per gli alimenti» interviene l’avvocato Marcia Podestà, presidente dell’associazione Food Allergy Italia. «Questo Centro è unico in Italia per il suo modello multidisciplinare con pazienti che arrivano da Lombardia, Friuli, Piemonte ma anche dal Sud Italia. Purtroppo persistono gravi carenze. Rimane inevaso il mandato della legge che lo ha istituito che prevede siano trattati sia i pazienti pediatrici che quelli in età adulta. Ora la chiusura della segreteria - che fa venir meno un servizio fondamentale - rischia di essere il preludio di una ulteriore riduzione di personale. È solo grazie alla efficienza, professionalità e competenze di medici e infermieri» conclude Podestà, «che questo Centro importantissimo assicura livelli di eccellenza che non vogliamo siano dispersi».

I pazienti sono i più preoccupati: M. V., imprenditore veneziano, ha scritto una lunga segnalazione all’Urp: «Sono in cura da tre anni qui e la mia vita è cambiata. Ho rischiato tre volte di morire per la mia asma allergica, solo qui ho trovato cure che mi hanno regalato una vita serena. Credo di interpretare il sentire di centinaia di pazienti: questo Centro deve essere solo valorizzato».

«Mia figlia ha accusato allergie gravi sin dalla nascita, oggi ha 9 anni ed è seguita qui a Padova da quando ne aveva 2. Veniamo da Milano» racconta S. T., «non ci sono altri punti di riferimento, e non oso immaginare cosa succederebbe se questo Centro non potesse più garantire i servizi che ha garantito sinora. Ora in segreteria si può telefonare solo un’ora al pomeriggio, viene a mancare un punto di contatto fondamentale per informazioni consulti, visite e controlli».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova