Sclerosi, casi in aumento «Legame con lo smog»

Una ricerca rivela un preoccupante incremento della malattia nel Padovano Il professor Gallo: «Più malati dove c’è una più alta concentrazione di Pm 2.5»

Se non è uno scenario apocalittico, poco ci manca. Il rischi di ammalarsi di sclerosi multipla per chi abita in provincia di Padova è aumentato negli ultimi cinquant’anni di oltre 7 volte. E il numero di malati ha registrato un aumento che va oltre il mille per cento. È uno scenario che supera le più pessimistiche aspettative quello che emerge da un recentissimo studio condotto dal Centro regionale ad alta specializzazione per la Sclerosi Multipla diretto dal professor Paolo Gallo in Azienda ospedaliera a cui ha collaborato Fabio Tateo, ricercatore del Cnr e lavora nel Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova. E c’è un altro elemento che emerge chiaramente dallo studio: la correlazione fra l’aumento di casi di sclerosi e l’inquinamento atmosferico, in particolare quello dovuto alle polveri ultrafini, il Pm2.5.

«La sclerosi multipla» sottolinea il professor Gallo, «ha un impatto assistenziale e sociale altissimo. Il costo medio di un paziente è di circa 40 mila euro l’anno. Visto che i malati in Italia sono stimati essere oltre centomila, se ne deduce che la sclerosi multipla costa allo Stato circa 4 miliardi di euro, lo 0,21% del Pil. A fronte di questi dati» continua Gallo, «appare importante, al fine di programmare la spesa sanitaria e farmaceutica, conoscere il trend epidemiologico della sclerosi al fine di capire quale sarà il costo della malattia nei prossimi anni. Ed è altresì importante identificare quali fattori possano giocare un ruolo nell’aumentare la suscettibilità a sviluppare la malattia».

E questi sono i temi indagati dallo studio, il quarto rilevamento epidemiologico su incidenza (numero di nuovi casi l’anno per 100 mila abitanti) e prevalenza (numero di malati per 100 mila abitanti) della sclerosi multipla nella provincia di Padova, a partire dagli anni Sessanta. I dati sono stati raccolti con il contributo delle Neurologie dell’ospedale Sant’Antonio di Padova e degli ospedali di Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco e Monselice. «Quello che emerge» rivela il professor Gallo, «è un aumento del rischio di ammalarsi che supera le più pessimistiche previsioni. L’incidenza della sclerosi è passata da 0,9 nuovi casi l’anno ogni 100 mila abitanti negli anni Sessanta, a 6,5 casi nel 2015, mantenendo costante la differenza di genere che vede le donne più colpite degli uomini (7,9 contro 4,1). I malati sono passati in 50 anni da 16 ogni 100 mila abitanti a 182, aumentando di 11,4 volte: un dato impressionante». Il picco più alto di pazienti si attesta sui 40 anni di età, con 330 persone malate ogni 100 mila. In una sfilza di dati negativi ne emerge uno positivo: «La mortalità per sclerosi multipla non è aumentata negli ultimi decenni» sottolinea Gallo, «grazie a terapie sempre più efficaci e in grado di rallentare il decorso della malattia e la disabilità da essa prodotta».

Fin qui la prima parte dello studio, che da sola “descrive” il fenomeno ma non lo indaga. «Siccome i cambiamenti genetici richiedo millenni» fa notare il professor Gallo, «è evidente che le cause di questo incremento esponenziale debba essere cercato nei fattori ambientali che abbiamo cercato di indagare in collaborazione con il Dipartimento di Geoscienze». «Tramite satellite sono stati raccolti i dati relativi al particolato ultrafine (PM 2.5) in tutta la provincia di Padova» spiega Tateo, «e la mappa così prodotta è stata sovrapposta a quella con la distribuzione dei pazienti affetti da sclerosi. Emerge chiaramente che dove la concentrazione di inquinamento atmosferico è maggiore c’è anche il maggior numero di malati». Se la associazione fra Pm 2.5 e sclerosi multipla è evidente, non si può ancora parlare di evidente rapporto causa-effetto: «L’inquinamento è certamente uno dei fattori ma non l’unico che incide sull’aumentata suscettibilità a sviluppare la malattia» conferma Gallo, «ma saranno necessari ulteriori studi per analizzare come gli inquinanti ambientali influenzino il sistema immunitario».

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