In 3 minuti la scienza dei divulgatori diventa uno show

A Padova la tappa del talent internazionale FameLab 2018 Beatrice e Riccardo i più applauditi: volano in finale a Roma

Dalla teoria del caos alla medicina di genere, passando per le malattie genetiche e il calcolo della distanza Terra-Sole: per parlare di scienza, anche ad alto livello, bastano tre minuti di tempo e un po’ di fantasia, sapientemente mischiata con quanto basta di umorismo ed un pizzico di verve teatrale.

Lo hanno ampiamente dimostrato, ieri al centro culturale San Gaetano, i giovanissimi concorrenti della tappa padovana di FameLab 2018, talent show internazionale dedicato ai divulgatori scientifici. La partecipazione era aperta a studenti e ricercatori con meno di quarant’anni, ma a sfidarsi tra loro sul palco del San Gaetano c’erano tutti under 30, tra cui anche diversi 19enni.

Avevano a disposizione tre minuti per conquistare il pubblico e la giuria (composta da esperti provenienti dal mondo della scienza e della comunicazione) con una presentazione originale ed avvincente, nella forma e nei contenuti. Hanno parlato di gattini tricolori e medicina di genere, moscerino della frutta e malattie degenerative, pericoli e potenzialità della chimica.

Alla fine, dei 14 concorrenti ne sono stati selezionati due: Beatrice Gatto (24 anni, di Milano) e Riccardo Impavido (19 anni, di Torino ma iscritto all’università di Padova). Beatrice è partita da un simpatico peluche a forma di gatto per parlare di cromosoma X e medicina di genere, raccontando aneddoti a dir poco originali sulle differenze tra maschio e femmina nel mondo animale: ci sono maschi grandi pochi millimetri, che vivono all’interno di femmine lunghe un metro. Riccardo, invece, ha intrattenuto il pubblico (circa 200 ragazzi delle scuole medie e superiori) parlando di “butterfly effect” e teoria del caos, dimostrando come un battito d’ali può scatenare una bufera.

Beatrice e Riccardo parteciperanno alla finale nazionale (a Roma, all’inizio di maggio), da cui verrà selezionato l’ambasciatore italiano alla finalissima in Regno Unito, dove si scontreranno concorrenti da 29 paesi. Quella di Padova è una delle nove sedi italiane dove sono attualmente in corso le selezioni. L’evento è stato organizzato dalla società di divulgazione scientifica Pleiadi, Università di Padova e Osservatorio Astronomico di Padova. «Siamo molto soddisfatti per questa edizione», commenta Alessio Scaboro, direttore scientifico di Pleiadi ,«sia per il livello dei concorrenti sia per la varietà dei temi trattati. Ora speriamo che proprio da Padova arrivi il vincitore nazionale, come accadde tre anni fa».

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