Rivoluzione Ztl, è bufera «Discuteremo con tutti»

È polemica sulla proposta di varchi accesi 24 ore su 24 e ticket per entrare in centro Il sindaco Giordani: «È l’inizio di un confronto, inaccettabili le piazze piene di auto»

Dopo il terremoto, lo tsunami. L’onda anomala delle polemiche si è rapidamente alzata sulla proposta di accensione 24 ore su 24 dei varchi della zona a traffico limitato, oltre a un ampliamento in via Dante e la possibilità per gli automobilisti di acquistare l’accesso in centro. Commercianti e opposizione sono saliti sulle barricate contro la proposta avanzata dal vicesindaco Arturo Lorenzoni e difesa del primo cittadino Sergio Giordani, che però precisa: «È un pacchetto di idee preliminari basato sui dati di fatto raccolti e analizzati da un gruppo di lavoro dei nostri tecnici comunali. È il punto di partenza di una discussione aperta che durerà tutto il tempo necessario».

In questo caso però si può applicare il teorema di William Thomas, sociologo della scuola di Chicago: «Se una cosa è percepita come reale, essa sarà reale nelle sue conseguenze». E quello che doveva essere l’inizio di una discussione, è diventato un “prendere o lasciare”. «Nessuno vuole complicare la vita a commercianti e cittadini, è esattamente il contrario», si affretta a precisare il sindaco Giordani. Che però sulle macchine in centro vuole intervenire, proprio come Lorenzoni: «Il caos del parcheggio selvaggio abusivo in ogni centimetro quadrato occupabile è inaccettabile – spiega –. Piazza Duomo o piazza Capitaniato piene di macchine, usate come zone franche della sosta “fai-da-te” non fanno onore al decoro e non sono utili a nessuno».

Da qui la politica dei tanti tasselli per rivitalizzare il centro: «Più attività culturali per creare più aggregazione e attrattività – enumera il sindaco – E poi potenziamento dei mezzi pubblici e dei parcheggi nelle zone limitrofe al centro». In ballo ci sono gli oltre mille posti all’ex Prandina, in corso Milano. E sui mezzi pubblici anche il presidente di BusItalia Veneto Andrea Ragona non si tira indietro: «Stiamo ragionando sul servizio notturno – anticipa – È incredibile che ci siano aree della città che dopo le 21 non possono più raggiungere il centro in autobus».

Da parte sua Lorenzoni, the day after, è cauto: «È solo un punto di partenza per un confronto, mi spiace che subito si alzino gli scudi – riflette –. Discuteremo con tutti, ma la città deve essere disponibile a innovare».

Sotto accusa, sopratutto da parte dell’opposizione, finisce il “ticket” di accesso in centro (che però esiste anche a Milano con l’area C o a Londra con la congestion charge). «Una nuova tassa per i padovani e per ammazzare i commercianti», la bolla l’ex sindaco Massimo Bitonci. «È la tassa per i “poveri” cittadini che vivono nei quartieri periferici», aggiunge il leghista Alain Luciani. E la forzista Eleonora Mosco rincara: «Così il centro si svuoterà ogni giorno di più e diventerà una “via Cairoli allargata” in mano alla manovalanza criminale». «Più multe ai padovani significa più soldi per le casse di Palazzo Moroni, ma non è così che si migliora l’ambiente», aggiunge in una nota il coordinamento cittadino di Forza Italia. «Chiudendo il centro, il traffico si sposterebbe tutto attorno, peggiorando la situazione smog – ragiona il consigliere comunale Davide Meneghini – Bene però il controllo dei pass Ztl da parte del Comune». Infine l’esponente tra i più green di Fratelli d’Italia Tommaso Tommasi: «Andiamo verso la desertificazione totale del centro – osserva – Forse Lorenzoni vuole farci andare tutti in bici come in Corea del Nord?».

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