Pompieri in sciopero è il quarto in un anno «Non ci fermiamo»

Uomini e mezzi carenti. «Ancora nessuna risposta concreta» Adesione al 70%. L’Usb denuncia: tentativo di boicottaggio

Quarto sciopero dei vigili del fuoco in meno di un anno ieri in città. Ancora una volta i pompieri di via San Fidenzio insieme ai colleghi delle sedi di Piove di Sacco, Este, Abano Terme e Cittadella, hanno incrociato nuovamente le braccia. E ancora una volta l’adesione del personale in servizio è stata pressoché totale, superiore al 70 percento.

Lo sciopero è stato organizzato dal coordinamento provinciale dell’Unione Sindacale di Base (Usb) dei vigili del fuoco, che da mesi ormai rivendica la riclassificazione in termini di risorse umane ed economiche dei comandi del Veneto, con particolare attenzione a quello di Padova.

«La necessità di garantire un soccorso adeguato e con standard elevati è il punto di arrivo della mobilitazione e solo attraverso atti concreti questa cesserà», ha spiegato in una nota il sindacato, soddisfatto dell’adesione allo sciopero di ieri. Il personale operativo ha incrociato le braccia dalle 9 alle 13, garantendo comunque i servizi di soccorso tecnico.

Nel frattempo si è tenuta anche un’assemblea spontanea durante la quale l’Usb ha fatto il punto della situazione. «A parte un tentativo di boicottaggio non riuscito da parte dell’amministrazione, la quale negava la ricezione della proclamazione dello sciopero, il personale in servizio operativo ha risposto in massa alla vertenza promossa da Unione Sindacale di Base», prosegue la nota. «Segnaliamo inoltre tentativi da parte di alcuni soggetti atti a intimare ai colleghi la non adesione, ma questo è un problema noto e fa parte di aspetti cupi di alcuni sindacati e della stessa amministrazione».

I vigili del fuoco stanno cercando di avere una risposta positiva per colmare le carenze di personale e mezzi. In assenza della quale – sostiene il sindacato – la protesta non si arresterà. «In questi giorni a seguito della riuscita manifestazione della settimana scorsa alla Stanga, sono sorti interessamenti concreti da parte delle istituzioni e della politica. Attendiamo comunque l’ufficialità per avere le giuste certezze, abituati come siamo a false promesse o finti interessamenti. Siamo fiduciosi però che le promesse avute in questi giorni si trasformeranno in atti ufficiali ai quali il governo non potrà voltarsi dall’altra parte».

Nel frattempo continuano le iniziative: «Sono in programma altre iniziative che coinvolgeranno la popolazione, perché il servizio di soccorso è un bene comune che deve essere salvaguardato e garantito nel migliore dei modi e non può essere assoggettato ad una legge di bilancio».

Alice Ferretti

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