Sbanda con la moto e muore a trent’anni

Alberto Rossato tradito dalla Honda con cui aveva viaggiato per tutta Europa. Spirito libero, amava i motori e la musica
POLETTO-FOTOPIRAN-SELVAZZANO-ALBERTO ROSSATO
POLETTO-FOTOPIRAN-SELVAZZANO-ALBERTO ROSSATO

SELVAZZANO. Alberto Rossato, il trentenne centauro di Selvazzano uscito di strada con la sua Honda intorno alle 19.30 di giovedì, in via Armistizio alle porte di Padova, purtroppo non è riuscito a superare la notte. Il giovane, che è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale di Padova in condizioni gravissime, è stato sottoposto ad un disperato intervento chirurgico. Si è spendo nelle primissime ore di ieri per le molteplici ferite rimediate nella rovinosa caduta.

L'Honda distrutta dalle fiamme
L'Honda distrutta dalle fiamme


L’incidente. Non è ancora chiara la dinamica che ha portato la moto di Rossato a incendiarsi subito dopo l’impatto con il marciapiede e la segnaletica verticale all’incrocio tra via Armistizio e via Rovereto. Sembra che ad alimentare le fiamme sia stata la benzina uscita dal serbatoio della Honda che si sarebbe bucato durante la carambola di alcuni metri sull’asfalto. Fatto sta che il centauro, perso il controllo della moto e con il casco che gli è volato via, ha battuto violentemente il capo sul marciapiede.

Altro particolare al vaglio della polizia municipale di Padova riguarda l’eventuale collisione con un altro mezzo che potrebbe aver provocato la sbandata. Ipotesi, questa, che i vigili urbani intervenuti giovedì per i rilievi escludono. Sembra si tratti invece di un uscita di strada autonoma anche se non si esclude che a provocarla sia stata una manovra azzardata della vittima per evitare un’auto.

Il dolore. Alberto Rossato da alcuni mesi era andato a vivere assieme alla sua ragazza a Montà. Una scelta dettata anche dal fatto che lavorando ultimamente alle dipendenze della Unox Spa di Cadoneghe era più comodo all’ufficio. Nella casa paterna di via Vignale, vicino al Bacchiglione nella campagna tra Selvazzano e Caselle, sono rimasti i genitori Giuseppe e Antonietta affranti dal dolore per la perdita del figlio. «Alberto era uno spirito libero che amava la vita, una persona speciale che sapeva farsi ben volere da tutti» commenta con la voce rotta dal dolore la sorella Martina più grande di 5 anni, «La moto e i motori più in generale erano la sua grande passione. Aveva messo su una piccola officina a casa dei genitori, passava molto del tempo libero li dentro. Lo scorso ottobre i ladri avevano rubato tutta l’attrezzatura ma lui non si è per nulla scoraggiato. Ha comprato una valigetta con tutto l’occorrente e se la portava dietro». Il giovane centauro, oltre ai genitori, lascia due sorelle, un fratello, un nipotino e un secondo in arrivo.

I viaggi e la musica. In paese non era molto conosciuto perché il tempo libero lo impegnava nei viaggi. In sella alla sua Honda Alberto Rossato aveva girato tutta l’Europa. Il trentenne amava i viaggi nella natura con soste nei villaggi ecosostenibili. Lo scorso anno era stato via da casa per parecchi mesi per un tour che ha interessato Francia, Germania, Spagna e alcuni paesi del Nord Europa. Aveva approfittato della gita per andare a trovare la sorella Martina che in quel periodo viveva in Germania. Con la mountain bike assieme a un gruppo di amici ha fatto il giro d’Italia. Chi lo conosceva dice che non appena aveva racimolato qualche euro programmava un viaggio. Un’altra sua passione era la musica classica. Finché ha frequentato l’Università di Padova per ottenere la laurea in ingegneria meccanica ha studiato pianoforte. Ma la sua passione principe restavano i viaggi in sella alla moto. La stessa del tragico incidente dell’altra sera. Una passione che lo ha portato a farsi una schiera di amici in tutta Europa. Persone che ieri non appena avuta la tremenda notizia hanno espresso con decine di messaggi su Facebook la vicinanza alla famiglia.

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