Scuola, dopo due settimane 700 prof ancora da nominare

Molti docenti accettano e poi rifiutano l’incarico per un posto più vicino a casa. Emergenza insegnanti di sostegno: ne mancano 400. «Ritardi mai visti prima»

PADOVA. L’anno scolastico 2018-2019 è cominciato da due settimane e nelle scuole padovane non sono ancora coperte 700 cattedre, delle quali 400 sono posti di sostegno, da assegnare a docenti non specializzati e 300 sono posti comuni di diverse materie. Una situazione che suscita polemiche e non prevista neanche dai sindacati visto che, negli ultimi anni, lo stallo non ha mai toccato questi livelli. Alcuni esempi: al Severi mancano 11 docenti; all’XI Comprensivo ne mancano 6; Istituto comprensivo di Maserà 4; Ic di Limena 3 e carenze anche al Belzoni.

Prima accettano, poi rinunciano. «Questo sta succedendo anche perché, in base alla normativa vigente, alcuni insegnanti dopo aver accettato al telefono la supplenza disponibile fanno marcia indietro perché, nel frattempo, hanno preferito accettare una supplenza più allettante» sottolinea Vincenzo Amato, preside titolare all’Ic di Limena e reggente all’Itg Belzoni. «E lo fanno o perché l’offerta della seconda supplenza ha più ore o perché più vicino a casa. Nonostante il ritardo, sono convinto che a fine settimana i posti saranno tutti coperti».

Nodo sostegno. Ma il vero e grave problema di quest’anno scolastico è rappresentato dal sostegno. A due settimane dal suono della prima campanella tantissimi studenti disabili frequentano senza il supporto dell’insegnante di sostegno e, quindi, senza il supporto previsto non solo dalle direttive del Miur, ma anche dalla stessa Costituzione. «Siamo davanti ad una situazione a dir poco vergognosa» osserva Antonio Pantano, segretario provinciale della Flc-Cgil. «Mai visto, in passato, un governo e un ministero dell’Istruzione così lenti e caotici. Molti ragazzi disabili lasciati senza il supporto del sostegno. Quando, poi, sarà risolto il gravissimo problema degli insegnanti di sostegno non specializzati? Quando finirà la mancata collaborazione tra il Miur, i vari uffici scolastici provinciali e regionali e le Università? ».

Un problema gravissimo. Pesante anche il commento di Lilia Manganaro: «Il problema, gravissimo, del sostegno è a carattere nazionale» osserva l’esponente del direttivo dell’Annfas, con sede in via Due Palazzi «Di conseguenza c’è bisogno di un provvedimento valido per tutta l’Italia. Attraverso i nostri organi nazionali ci siamo messi in contatto anche con il nuovo governo, ma, sino ad oggi, la situazione rimane sempre la stessa». Intanto, in alcune scuole, si ripropone l’applicazione della legge 104. Ossia la possibilità che un docente oppure un Ata ha, dopo aver firmato il contratto con una scuola, decida di restarsene a casa anche un anno intero perché deve accudire un parente stretto, certificato disabile oppure malato grave. In queste prime due settimane di scuola la 104 è stata chiesta ed ottenuta già da una decina di persone tra docenti ed Ata. 




 

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