Falsi titoli, una dozzina i bidelli che lavorano nel Padovano

PADOVA. Nelle scuole padovane sarebbero una dozzina i bidelli, provenienti dalle regioni del Sud Italia che, pur di ottenere una supplenza annuale, avrebbero presentato titoli falsi. Le scuole coinvolte in questo giro di “falsi in atti pubblici” sono sia istituti che si trovano in città, ma anche plessi sparsi per la provincia, in particolare nella Bassa Padovana.
Tra i bidelli con falsi titoli, alcuni avrebbero già perso il posto di lavoro a favore degli altri colleghi inseriti nella graduatoria del personale Ata, mentre altri sono stati segnalati anche alla Procura della Repubblica oppure si sono autodenunciati per non subire eventuali condanne penali.
vicenda da chiarire
La vicenda, sia dal punto di vista dell’amministrazione scolastica che da quello prettamente giudiziario, non è per niente chiusa ed è destinata ad andare avanti nelle prossime settimane, quando i contorni degli eventuali reati commessi e i responsabili saranno chiariti. In base alle notizie che arrivano dal sud sarebbero sotto inchiesta anche le scuole private che hanno rilasciato i titoli fasulli ai bidelli. Alcuni di questi “diplomifici” si troverebbero in provincia di Salerno, ma non solo.
l’allarme
È stata la direzione regionale delle scuole della Campania, guidata da Luisa Franzese, a dare l’allarme una volta scoperto il gioco dei bidelli furbetti, che avevano presentato domande compilate con contenuti non veritieri alle scuole del nord Italia, in particolare del Veneto e della Lombardia. I casi più eclatanti si sono verificati nella provincia di Venezia, nello specifico nella zona di Portogruaro, ma anche in altre province del Veneto, nelle cui scuole sono in corso le indagini promosse dalla nuova direttrice regionale, Augusta Celada, che ha sostituito da poche settimane l’ex provveditrice regionale Daniela Beltrame, promossa ad un incarico superiore al Ministero di Viale Trastevere.
scuole padovane
«Le indagini sono in corso anche nelle scuole padovane» conferma il nuovo dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Padova, Roberto Natale, «grazie al buon lavoro effettuato dal dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, anche a Padova ci sono stati segnalati i nomi dei collaboratori scolastici che avrebbero trasgredito le normative compilando le domande con titoli fasulli. I controlli sono ancora in corso. Solo alla fine delle nostre indagini avremo un bilancio preciso».
il sindacato
Nel dibattito interviene anche il sindacato. «Quelli che hanno presentato titoli falsi sono indifendibili» osserva Bepi Zambon dei Cobas, «devono perdere il posto. Ogni caso va valutato, ma per ora è presto per dare un giudizio esaustivo di quanto è accaduto e sta accadendo anche nelle scuole padovane. Per quanto ci riguarda, noi dei Cobas abbiamo la massima fiducia sia nel lavoro della magistratura che in quello dell’amministrazione scolastica, quindi attendiamo fiduciosi che la questione venga chiarita e risolta». —
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