Natalità a picco e stretta vaccini in crisi gli asili delle parrocchie

Bambini in forte calo non solo nelle scuole materne statali, ma anche e specialmente nelle scuole dell’infanzia associate alla Fism (Federazione Italiana Scuole Materne), che nella provincia di Padova sono gestite dalle singole parrocchie, in stretta collaborazione con la Diocesi. Attualmente i bambini che frequentano le scuole materne cattoliche sono 14.981. I nuovi iscritti, invece, all’anno scolastico 2019-2020, che inizierà a settembre, sono “solo” 13.605. In pratica si prevede un calo di 1. 376 bambini.
la preoccupazione
Un calo, pari al 9% si era registrato già l’anno scorso. Ma è significativo anche il calo delle classi. Attualmente sono 665. Nel prossimo anno scolastico se ne prevedono 630. Ossia meno 35 sezioni. Naturalmente meno bambini ci saranno nelle classi future e meno docenti e personale Ata saranno necessari nelle singole scuole. Attualmente in tutte quelle associate alla Fism, lavorano 1.850 tra maestre, assistenti amministrativi e bidelli, dei quali 1.200 docenti. Nel prossimo anno scolastico, se i dati resteranno gli stessi di oggi relativi alle iscrizioni attuali, perderanno il posto di lavoro minimo 50 maestre e 20 Ata.
appello ai sindacati
In effetti il dato preoccupante del calo anche sul versante occupazionale è stato già trasmesso anche ai sindacati, in particolare alla Cisl del settore e si stanno già mettendo le basi per una trattativa. Alla Fism già si parla di disponibilità a formulare, da settembre, alcuni contratti di solidarietà, anche se vista la carenza di docenti nelle materne statali tante maestre cercheranno di insegnare nelle scuole pubbliche.
le chiusure
A causa del calo dei bambini, la Fism ha già comunicato un breve elenco delle scuole che a settembre non riapriranno i battenti. Sono quelle parrocchiali di Castelbaldo e di Santa Margherita d’Adige, mentre quella di Casalserugo non sarà gestita più dalla chiesa locale, ma dall’associazione Spes. «Il drastico calo delle iscrizioni anche alle nostre materne è dovuto non solo alla denatalità generalizzata, che si registra a Padova e nei Comuni della provincia, ma quasi certamente anche alla scelta che hanno effettuato tanti genitori No Vax, che hanno già deciso di non iscrivere i propri figli nelle nostre scuole perché sanno benisimo come noi la pensiamo in materia di vaccini obbligatori perché rispettiamo la legge Lorenzin», osserva Ugo Lessio, del direttivo provinciale della Fism, attualmente guidata dal presidente Mirco Cecchinato. «Per fortuna le materne paritarie non hanno le stesse scadenze fissate dal Miur per quelle statali. A tutt’oggi il calo è marcato, ma non è detto che possano arrivare sino alla fine di giugno altre iscrizioni in zona Cesarini». —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








