Ecco il commando del Duca D’Aosta Tra i due in arresto anche un omicida
Riecco il biondino dagli occhi di ghiaccio, l’assassino del manager Carlo Ferrua in piazza Mentana a Milano. Sono passati 16 anni e oggi fa il ladro di professione. «Stasera vado a lavorare» diceva il 13 febbraio scorso prima di assaltare un negozio nel centro di Torino. Marian Neagu Bulmaga, 36 anni, romeno detto killeru è uno dei due ladri che il 16 novembre dello scorso anno ha assaltato la boutique Duca D’Aosta in via San Fermo. L’altro è Iulian Vintila, 38 anni, anch’egli romeno. Abili, agili, veloci, capaci di rubare un’auto in 36 secondi grazie a speciali centraline che installavano nello spinotto della diagnosi. Sempre molto attenti a non incappare nei “stupidi”, così nel loro slang chiamavano polizia e carabinieri.
l’indagine
Eccoli dunque gli autori del colpo spregiudicato messo a segno di notte nel centro cittadino, in piena emergenza legata alle spaccate. Lì per lì era suonata come una sfida, ma a Marian e Iulian la politica interessa poco. Le borsette Valentino, Bulgari e Bottega Veneta, per un valore di circa 40 mila euro, il giorno dopo il colpo erano già in Romania nel mercato nero delle griffe. A Padova tutti a interrogarsi su chi può essere in grado di commettere un colpo simile, in modo così perfetto. Auto usata come ariete, razzia che dura meno di un minuto e poi fuga. L a risposta a tutte le domande l’hanno trovata gli investigatori della Squadra mobile di Mauro Carisdeo, incastrando questi professionisti del furto con base a Torino. Fondamentali sono state le immagini delle telecamere. L’indagine inizia così.
i filmati
«L’auto usata per il colpo era rubata ma abbiamo pensato che sicuramente i ladri erano arrivati a Padova con un’altra auto» spiega il capo della Mobile. E così si sono messi a studiare tutte le targhe immortalate dalle telecamere cittadine: 14 mila per la precisione. La scrematura ha dato i suoi frutti, perché tra tutte quelle targhe è stata individuata quella di una Mercedes Classe A noleggiata a Torino. Auto che viene poi immortatala a Montecchio Maggiore fuori dall’autostrada, luogo in cui è stata abbandonata la Alfa Giulietta rubata in via Giotto e usata per sfondare la vetrina del Duca D’Aosta. Gli investigatori vanno in trasferta a Torino e riescono a reperire dal noleggiatore il nominativo della persona che aveva in uso l’auto e la sua utenza telefonica. Via alle intercettazioni e ai pedinamenti.
tecnica infallibile
I poliziotti sono rimasti a bocca aperta quando hanno capito qual è la loro tecnica per rubare le auto. Arrivano, scassinano lo sportello, aprono il cofano e collegano allo spinotto una particolare centralina che sblocca l’auto. Qualunque essa sia. «Li abbiamo visti rubare una Mercedes Classe E in 36 secondi» confida un investigatore. A Torino il 14 febbraio hanno commesso un colpo quasi simile nel negozio Michele Uomo Sas di piazza Rivoli: giacche da uomo e da donna per un valore di 20 mila euro.
gli arresti
Il 15 febbraio scattano le perquisizioni. Gli agenti in casadei due trovano di tutto, compresi gli abiti usati la sera della spaccata. Sequestrano le centraline e anche un apparecchio jammer che serve per rendere inoffensive le microspie delle forze dell’ordine. Così scattano anche gli arresti, disposti dal pubblico ministero Benedetto Roberti che li ascoltava mentre spavaldi dicevano: «Dai che prendiamo i vestiti stasera. Lì non puoi tagliare la serranda perché fa rumore». —
Enrico Ferro
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