«Pronti alle barricate per evitare il transito in corso Milano»

«Faremo le barricate, scriveremo a Salvini e Toninelli, perché la terza linea del tram sarebbe la tomba di corso Milano». I commercianti del centro in questi giorni sono già sul piede di guerra per via della realizzazione delle piste ciclabili, il restringimento delle carreggiate e la soppressione di una trentina di posti auto. La notizia del mandato consegnato nelle mani del vicesindaco Arturo Lorenzoni per chiedere a Roma i finanziamenti necessari a realizzare una terza linea del tram, che da progetto passerebbe appunto per corso Milano, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
«In questi mesi ci siamo messi a disposizione dell’Amministrazione e abbiamo concordato con loro parte dei progetti sulle ciclabili e sulla Prandina, eppure nessuno ci ha mai detto che l’ipotesi del tram fosse stata ripresa in considerazione» evidenzia Massimiliano Pellizzari, presidente dell’associazione Commercianti del Centro che conta circa 620 iscritti. «Siamo molto preoccupati, perché con gli attuali lavori e il tram, corso Milano diventerebbe un buco nero e noi saremo costretti a chiudere le nostre attività». Nel mirino dei commercianti non c’è il sindaco Sergio Giordani, ma il vice Lorenzoni: «Sta prendendo decisioni ideologiche e impossibili da condividere. Non è l’unico ad avere lo sguardo rivolto al futuro, anche noi lo abbiamo e siamo convinti che la mobilità nei prossimi anni sarà basata sui mezzi elettrici senza rotaia, meno impattanti e più economici» prosegue Pellizzari, «ormai è chiaro che c’è una parte di Amministrazione con cui si può dialogare e mediare, e un’altra legata al vicesindaco che invece impone delle scelte».
Pellizzari e i suoi, fedelissimi dell’ex sindaco Bitonci, minacciano addirittura manifestazioni a Roma se il progetto dovesse andare in porto: «Per adesso abbiamo contattato tutti i parlamentari e il sottosegretario Bitonci per metterli a conoscenza dei fatti, chiedendo di fare il possibile perché un accordo del genere venga firmato. Se non dovesse bastare» chiude Pellizzari, «chiederemo di incontrare il vicepremier Salvini e il ministro Toninelli, perché questa sarebbe la ricetta più veloce per distruggere il centro». —
LU. PRE.
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